Lazio, testa dura e maturità

Lazio, testa dura e maturità

La Lazio centra una vittoria fondamentale. Adesso la Champions dista appena sei punti. Merito di una squadra capace di non arrendersi mai.

di Redazione Il Posticipo

Torino regala la Champions? Di certo, aiuta moltissimo la Lazio. La Juventus ha fermato l’Inter e i biancocelesti hanno avuto ragione dei granata. Vittoria preziosissima, che schiude le porte dell’Europa che conta. Sono sufficienti sei punti per la certezza aritmetica e rendere inutile lo scontro diretto con l’Inter.

CORAGGIO – Una serata che sembrava stregata per la squadra di Inzaghi. La Lazio in pochi minuti perde il proprio bomber e sbaglia un calcio di rigore. Sirigu è in vena di miracoli e alla Lazio sembra servirne più di qualcuno. I biancocelesti, però, si comportano come devono: interpretando gli episodi sfavorevoli come uno stimolo. Senza batter ciglio, si tirano su le maniche e continuano come fossero imperturbabili alle avversità. Uno spirito che paga. La Lazio non molla e se non può abbattere il muro, lo prende a… testate. Quella di Milinkovic-Savic è vincente.

EQUILIBRI – Dopo il gol, la Lazio non perde la concentrazione. E non commette l’ingenuità di ritenere chiuso il match. Non lo gestisce, ma lo domina. Complice anche uno spirito di squadra ritrovato, aggrappandosi a Milinkovic-Savic. Il Sergente torna a guidare la truppa al momento giusto. Sostituisce tecnicamente e moralmente Immobile. E blinda la squadra. Questione di equilibri. La Lazio non ha mai saputo difendere, ma trova nel serbo la chiave per aprirsi la strada verso l’Europa che conta. Nell’economia di una squadra che spesso prende gol, la presenza del centrocampista ha bilanciato la squadra, che ha trovato un muro invalicabile in fase di non possesso e una torre immarcabile in area di rigore avversaria: la sua presenza fisica è fondamentale per ambire alla Champions. E tutto lascia credere che sarà lui a guidare la Lazio in un finale a doppio senso di marcia: agevole, per i quattro punti di vantaggio sull’Inter, Complesso, perché senza Immobile trovare la via del gol sarà più complicato.

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