Lazio, no Milinkovic, no party: a festeggiare è Ballardini

Lazio, no Milinkovic, no party: a festeggiare è Ballardini

La Lazio senza Milinkovic è un’altra squadra. Soffre il Genoa, l’agguanta ma non riesce a trattenere il pari. E adesso rischia la zona Champions.

di Redazione Il Posticipo

La partita della svolta. Per il Genoa però. La Lazio sciupa clamorosamente la possibilità di tenere botta rispetto alle dirette concorrenti in Champions. Incassa la seconda sconfitta consecutiva e adesso rischia, paradossalmente, di ritrovarsi al quinto posto dopo il prossimo punto. I meriti del Genoa sono direttamente proporzionali ai demeriti della Lazio, che, una volta trovato il pareggio. avrebbe dovuto gestire con maggiore maturità il match e prendersi il pari. Bravo comunque Ballardini a vincere un match dal pronostico che sembrava chiuso.

No Milinkovic, no party

Senza Milinkovic è un’altra Lazio. Poca equilibrata e senza fisicità. Troppo difensiva all’inizio e sbilanciata al termine. L’assenza del sergente si sente, eccome. Non a caso Bessa e Bertolacci sono stati i migliori in campo del Genoa, che ha vinto la sfida a centrocampo per fosforo e potenza. Proprio le doti che riesce ad abbinare Milinkovic. Anche Inzaghi, per una volta, ci mette un po’ del suo. Lascia in campo Murgia, a lungo in difficoltà in mezzo al campo. Ed è tradito dalle scelte in panchina. Ingiusto e inopportuno gettare la croce addosso a chi è subentrato e a chi ha perso. Vi sono attenuanti generiche: non è facile sopperire all’assenza del calciatore di maggior talento, e la capacità della Lazio di assorbire i forfait dei propri uomini chiave non è ancora al massimo. Quanto basta per lasciare la sensazione che sia stata una serata particolarmente sfortunata.

La rivincita degli epurati: Ballardini e Pandev

Lazio-Genoa è anche la rivincita degli epurati. Pandev e Ballardini si rilanciano. Il centravanti macedone esulta con rabbia al momento del gol. No, non si è lasciato bene con la Lazio. E ha un conto aperto. Quinta rete alla sua ex squadra, altro che dente avvelenato. Ballardini, invece, porta a casa una vittoria sopratutto tattica. Il Genoa è costruito così: a discapito dell’estetica, osa e punge in contropiede. Non a caso ha conquistato il 66% dei suoi punti in trasferta. Ballardini ha letto la partita con lucidità e ha creato le condizioni per portare a casa il risultato. Ha messo in campo qualità e quantità con l’inserimento di Bessa. Mentre Inzaghi ha ritardato le sostituzioni, l’ex tecnico biancoceleste ha azzeccato i cambi. Il Genoa non ha grandi nomi in attacco, ma ha saputo attendere nel momento in cui serviva colpire. Ha approfittato della scarsa fisicità della Lazio in mezzo al campo per giocarsela corpo a corpo. E alla fine, in tutti i sensi, ha avuto ragione. Il Genoa è la squadra che ha subito meno gol di tutti in trasferta. E si gode una vittoria inaspettata e preziosa.

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