Lazio, la…mano della sfortuna

Lazio, la…mano della sfortuna

Tra replay che non arrivano e infortuni prima e durante la partita, la Lazio esce da San Siro senza punti e con un’indicazione: senza le stelle la squadra non gira.

di Mattia Deidda

La Lazio si ferma a San Siro. Contro il Milan gli uomini di Inzaghi trovano la quarta sconfitta stagionale. Gara difficile, giocata sotto ritmo, con molti uomini chiave che appaiono a questo punto della stagione stanchi. A stoppare i biancocelesti, oltre alla voglia dei rossoneri, è stata la sfortuna. Non solo l’assenza di Immobile e la sostituzione di De Vrij per infortunio, ma anche, e soprattutto, il gol del vantaggio di Cutrone segnato di braccio.

VAR, altro giro, altra polemica

Una sconfitta che pesa. Non tanto per essere costretti a tornare a Roma senza punti: perdere a San Siro può essere accettato. A lasciare l’amaro in bocca è l’ennesimo dubbio (eufemismo) arbitrale: il gol del primo vantaggio rossonero è da annullare. Cutrone segna con il braccio dagli sviluppi di un calcio di punizione. Una situazione di difficile gestione: nel momento della realizzazione, nessuno (letteralmente) si accorge dell’irregolarità. Dal tifoso allo stadio a quello in poltrona, passando dai giocatori in campo agli arbitri. Nell’unico replay mandato in onda, Cutrone regala la netta sensazione di toccare il pallone con la testa. Neanche Strakosha, a tu per tu con il centravanti italiano, si accorge di nulla. Difficile, quindi, criticare gli addetti al VAR con quell’unico replay disponibile. La polemica nasce verso la metà del secondo tempo, quando la regia regala un’inquadratura del gol diversa, arrivata con quasi un’ora di ritardo, che avrebbe indiscutibilmente permesso all’arbitro (e colleghi) di annullare la rete.

Sfortuna e imprecisione

A San Siro non è scesa in campo la solita Lazio. Oltre la polemica legata al VAR, i biancocelesti erano comunque riusciti a recuperare il primo svantaggio. La squadra comincia ad essere stanca, come la prestazione opaca di Lucas Leiva (sostituito al 52′) dimostra. Nonostante una qualità tecnica superiore che permette agli uomini di Inzaghi di creare palle gol (clamorosa quella di Lulic), non si vede un ritmo impresso alla gara in grado di mandare in affanno gli avversari. Difficile fare altrimenti. Lo ha detto Inzaghi: la Lazio sarà la squadra italiana a dover giocare più gare in questo periodo. Coppa Italia, Europa League e campionato. Ovviamente, nessuna lamentela: significa essere andati avanti nelle competizioni.

Rosa poco ampia

Rimane però il fatto di non avere una rosa abbastanza profonda per affrontare ogni partita allo stesso livello. Se poi la sfortuna rincara la dose, tutto diventa più complicato. Non solo l’assenza di Immobile (che si è sentita come non mai), ma anche il cambio anticipato di De Vrij, uscito al 74′ per infortunio. In questo senso, è la retroguardia a lasciare i dubbi maggiori: con 27 gol subiti, la Lazio ha (di gran lunga) la peggiore difesa tra le prime cinque squadre in classifica. Ed avere il migliore attacco, in gare come questa, non basta.

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