La VAR risolve problemi e… porta soldi? Pubblicità e sponsor per ingannare i tempi morti

La VAR risolve problemi e… porta soldi? Pubblicità e sponsor per ingannare i tempi morti

La VAR sta aiutando gli arbitri nelle decisioni complicate e potrebbe aiutare la federazione per… fare soldi? La FIFA valuta la possibilità di inserire pubblicità per annullare i tempi morti.

di Redazione Il Posticipo

Quante partite, nella storia del calcio, sono finite tra le polemiche per via di effettivi o presunti errori arbitrali? Molte, moltissime, forse troppe. La VAR, video assistenza arbitrale, è stata concepita proprio per evitare che questi vizi formali nelle partite di calcio possano continuare a creare conflitti e per assicurarsi che i risultati siano sempre fedeli e che rispecchino gli effettivi valori in campo al netto delle possibili sviste arbitrali. Da quando è stato introdotto questo strumento, però, si discute molto sul tempo di gara che si perde per aspettare che VAR e AVAR valutino gli episodi dubbi. La FIFA ha studiato una “soluzione” che potrebbe ingannare i momenti morti e… portare soldi.

RICCA VAR – Uno studio portato avanti dalla FIFA e riportato da Carusel Deportivo sottolinea che per le valutazioni delle azioni controverse si perdono in media circa 27 minuti a partita. Quasi un terzo di gara, che potrebbe essere utilizzato per guadagnare qualcosa in più dagli sponsor. Nei momenti morti, la tensione del pubblico potrebbe essere smorzata da qualche spazio pubblicitario che gli acquirenti potrebbero pagare profumatamente. Quello che non è certo è quanto il pubblico riesca a prestare attenzione al consiglio per gli acquisti nel momento in cui la sua squadra potrebbe vedersi assegnare un calcio di rigore contro o a favore o chissà cos’altro.

SOLDI, SOLDI, SOLDI – Stando a quanto riporta il quotidiano spagnolo As, gli introiti potrebbero comunque essere davvero molto cospicui: si stima una cifra che oscilla tra i 50 e i 100 milioni di euro. Mica male per lo sfruttamento dei tempi morti di gara. A quanto pare la FIFA avrebbe dato il via libera alla proposta e, in Spagna, Tebas e Rubiales, i vertici federali spagnoli di solito discordanti su tutto, sembrano essere d’accordo sulla possibile applicazione di questa interessante novità. Chissà che anche le altre federazioni non stiano valutando questa possibilità di monetizzazione intelligente, che potenzialmente potrebbe arricchire il calcio senza creare disturbo alcuno allo svolgimento della gara.

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