La UEFA sentenzia: tre giornate di squalifica per Neymar per le sfuriate social di Champions

La UEFA sentenzia: tre giornate di squalifica per Neymar per le sfuriate social di Champions

Neymar è consapevole di essere uno dei migliori al mondo e così insegna al mondo del calcio che non è nemmeno necessario scendere in campo per… beccarsi tre giornate di squalifica.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono delle cose che per la maggior arte dei calciatori sono impensabili. Certi controlli di tacco, d’esterno, di spalla; certi numeri da giocoliere fatti in campo come se si stesse giocando insieme ai propri amici in spiaggia; certi gol che rimarranno nell’immaginario di tutti gli appassionati di calcio per anni. Insomma, pochi giocatori al mondo possono vantare la classe e l’abilità di Neymar Jr. Sì, che lo critichino pure per le sue scenate in seguito ai contrasti, per le sue simulazioni e per le sue polemiche… a lui non importa: è consapevole di essere uno dei migliori al mondo e continua per la sua strada. E proprio da calciatore speciale qual è, Neymar insegna al mondo del calcio che non è nemmeno necessario scendere in campo per… beccarsi tre giornate di squalifica.

IL MOTIVO – Già, l’esterno brasiliano del Paris Saint-Germain, stando a quanto riporta Sky Sports, verrà punito con tre giornate di squalifica per le sue sfuriate so in seguito alla partita di Champions League contro  il Manchester United. Si tratta di una partita nella quale gli episodi hanno fatto la differenza aiutando i ragazzi di Ole Gunnar Solskjaer a passare il turno e in molti, a Parigi, si sono lamentati per l’arbitraggio. Chiaro, se Neymar avesse deciso di chiedere al club o all’allenatore di riportare alcune sue critiche, oggi, probabilmente non si starebbe parlando di questo. Il campione del PSG, invece, ha pensato che il luogo più consono per “protestare” con l’arbitro fosse il proprio account di Instagram.

LA MASSIMA PENA – Tra l’altro, O’Ney, non essendosi sfogato del tutto, nonostante fosse claudicante si è precipitato nel tunnel ed è stato bruscamente fermato da alcuni membri dello staff della società per la quale gioca prima che si mettesse ancora di più nei guai facendo irruzione nel camerino degli arbitri per andare a dirgliene quattro. La violazione dell’articolo 11, che considera gli insulti e gli altri comportamenti differenti dalle norme base di condotta, avrebbe spinto il comitato disciplinare della federazione continentale ad usare il metro della “tolleranza zero” attribuendo al brasiliano il massimo della pena prevista per questo tipo di comportamenti: tre giornate di squalifica. Non ne si esce: neanche qualora dovesse scontarle con un’altra maglia.

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