La strana ossessione di Jürgen Klopp: visionario o… guardone?

La strana ossessione di Jürgen Klopp: visionario o… guardone?

Prima della partita contro il Manchester City, come di consueto, Jürgen Klopp, si è posizionato a centrocampo ad osservare il riscaldamento degli avversari. Il tecnico tedesco lo fa sempre. Ma la domanda è…perché?

di Redazione Il Posticipo

Niente paura. Si è persa una battaglia, non l’intera guerra. Il Liverpool sembra essere uscito con il morale sotto i tacchetti dall’Etihad Stadium dopo la sconfitta di misura contro i diretti concorrenti del Manchester City. La classifica, salvo i tre punti di vantaggio in meno, non cambia molto ed è su questo che Jürgen Klopp e i suoi devono focalizzarsi: non è successo niente, è solo un piccolo passo falso e dalla prossima partita si dovrà tornare a giocare con l’entusiasmo di chi non ha mai perso e con la fame di chi non ha mai vinto. E per tornare alla normalità c’è solo un modo: rispettare le abitudini scaramantiche di Klopp, allenatore di professione e… guardone per passione.

VOYERISMO – Anche nella sfida di giovedì 3 gennaio, l’ex allenatore del Borussia Dortmund, è stato ‘beccato’ dalle telecamere nella reiterazione di uno dei suoi classici gesti scaramantici. Il tecnico, infatti, stava fermo, in piedi, a centrocampo con le gambe leggermente divaricate, le mani nelle tasche del cappotto e il cappellino, che rende misteriosa la direzione dello sguardo e, volendo, anche un po’ inquietante. Ma cosa stava fissando l’allenatore? Semplice, come al solito, Klopp era intento a ‘spiare’ il riscaldamento degli avversari. Inizialmente, da un calcolatore come lui, ci si aspetta che lo faccia per dedurre il tipo di approccio che l’avversario imporrà alla partita o come un tentativo di leggere il linguaggio del corpo degli avversari per studiare qualche strategia.

RITI – Secondo quanto riporta Sportbible, però, pare che per Klopp, questa forma di voyeurismo sia soltanto un rito scaramantico. È un ‘qualcosa’ (come altro definirlo?) che ripete prima di ogni partita, dalla più tesa e complicata a quella con il risultato già scritto. Infatti, così come lo ha fatto all’Etihad Stadium prima della sconfitta, lo aveva fatto anche contro il Chelsea, il Southampton, il Napoli e addirittura nella partita precampionato contro il Chester, squadra di sesta serie inglese (finita 0-7). A proposito di riti: sempre nella trasferta di Manchester, l’allenatore tedesco ha anche confermato di essersi affezionato alla bottiglia anti-stress, estratta e ‘massacrata’ subito dopo il gol del momentaneo pareggio di Bobby Firmino. Del resto, serviva qualche strana ossessione anche quando l’arbitro ha già fischiato l’inizio, no?

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