La panchina, i prestiti, la depressione e ora la Francia o gli USA: il crollo di Hart è colpa…di Guardiola

La panchina, i prestiti, la depressione e ora la Francia o gli USA: il crollo di Hart è colpa…di Guardiola

Cinque anni fa era il portiere titolare dell’Inghilterra ai mondiali e sopratutto vinceva la sua seconda Premier League con la maglia del Manchester City. Ora Joe Hart è escluso al Burnley e rischia di finire in squadre di media classifica di Ligue 1 o addirittura in MLS.

di Redazione Il Posticipo

Trentuno anni compiuti ad aprile. Non troppi, figurarsi per un portiere, che a quell’età spesso e volentieri è all’apice della sua carriera. Non proprio quello che sta succedendo a Joe Hart. L’inglese è caduto in una spirale negativa dalla quale non sembra in grado di rialzarsi. E pensare che cinque anni fa, nella stagione 2013/14, era il portiere titolare dell’Inghilterra ai mondiali e sopratutto vinceva la sua seconda Premier League con la maglia del Manchester City. Ora è malinconicamente il grande escluso del Burnley, dove Sean Dyche gli preferisce Tom Heaton, e, come riporta il Mail, verrà lasciato libero di accasarsi in un’altra squadra. Su di lui c’è l’interesse di squadre di Ligue 1 (ma non di vertice) e della MLS.

GUARDIOLA – Un vero e proprio incubo per Hart. Il cui inizio ha un nome e un cognome abbasta celebri: Pep Guardiola. L’addio al Manchester City del portiere è giunto in concomitanza con l’arrivo del catalano all’Etihad. Probabile che la scelta di Pep di portarsi Claudio Bravo sia stata interpretata dal portiere inglese come una mancanza di fiducia nei propri confronti. E dire che Guardiola, qualche mese fa, ha dichiarato che “il calciatore che mi è costato di più lasciare andare è stato Hart”. Ma visto il continuo della carriera del classe 1987, molto probabile che a rimetterci di più sia stato l’inglese e non il tecnico. Da quel momento, infatti, è cominciato un declino che sembra inarrestabile.

CROLLO – Prima il Torino, dove il portiere ha raddoppiato le sue statistiche ma…in negativo, passando da una trentina di reti subite al Manchester City alle 62 incassate in Serie A. Quanto è bastato ai granata per non confermare l’inglese, che a quel punto ha preferito tornarsene in patria. L’offerta del West Ham è stata accettata, ma anche a Londra non è che sia andata benissimo. Dopo il girone d’andata, è arrivata la panchina, che alla fine gli è costata anche l’esclusione dalla lista di Southgate per il Mondiale di Russia. Una situazione che lo ha mandato sull’orlo della depressione come raccontato al Daily Mail. Il passaggio al Burnley sembrava potesse farlo rinascere. E invece ha dato l’ennesima spinta verso il basso alla carriera di un portiere che a 32 anni…è già vecchio.

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