La medaglia più triste: se la Croazia vince…Kalinic è campione del mondo

La medaglia più triste: se la Croazia vince…Kalinic è campione del mondo

Durante la fase a gironi l’attaccante è stato rispedito a casa dal CT Dalic. E i 22 compagni rimasti hanno portato la Croazia a un passo dal sogno e Kalinic a uno dall’incubo. Ci si può perdonare di essersi quasi autoesclusi da un mondiale vinto?

di Redazione Il Posticipo

Tutta la Croazia festeggia la finale raggiunta. Tutta tutta? Beh, forse no. A ben vedere, c’è qualcuno che potrebbe anche stare molto male per gli inaspettati risultati della squadra di Dalic. Nikola Kalinic ha iniziato il viaggio mondiale assieme a Modric, Rakitic, Mandzukic e Perisic. Ma mentre domenica i grandi protagonisti della storica cavalcata croata saranno in campo a giocarsi la Coppa, l’attaccante del Milan guarderà la partita dalla TV. Non per scelta propria, ma poco ci manca. Lo scontro con il CT gli è costato il posto e, a giudicare dai risultati, la Croazia non sembra sentire la sua mancanza.

INFORTUNIO – Il motivo del contendere? Un infortunio alla schiena dalle proporzioni mai del tutto chiarite. Ma abbastanza da impedirgli di entrare nella partita con la Nigeria, la prima del mondiale della nazionale slava. E di saltare più di qualche allenamento. Un atteggiamento che ha prima insospettito e poi infastidito Dalic, memore forse dei rimproveri che Gattuso aveva fatto a Kalinic durante la stagione. Il milanista è un calciatore che quando non è considerato nelle rotazioni non sempre trova le motivazioni giuste. Un atteggiamento visto a Milanello e replicato nel ritiro croato. E alla fine il CT ha perso la pazienza e l’infortunio (vero o diplomatico) si è ritorto contro il rossonero. “Mi servono giocatori sani” e l’attaccante è stato rispedito a casa.

SOGNO E INCUBO – E i 22 rimasti, sani o no, hanno portato Dalic a un passo dal sogno e Kalinic a uno dall’incubo. Ci si può perdonare di essersi quasi autoesclusi da un mondiale vinto? Forse il milanista spera di non scoprirlo mai. Anche perchè a ricordarglielo ogni giorno, paradossalmente, potrebbe esserci un cimelio importante, ma che in questo caso potrebbe non essere apprezzato. Alla FIFA importa poco che il CT lo abbia rispedito a casa. Ufficialmente il croato fa parte della spedizione, essendo anche finito in distinta nel match in cui non è entrato. E quindi la medaglia (d’oro o d’argento, lo deciderà il campo) per Nikola Kalinic è comunque già pronta. E la maggior gioia possibile per un calciatore potrebbe coglierlo…sul divano di casa. Sarebbe un caso davvero unico. Una distinzione a cui il milanista, forse, rinuncerebbe volentieri. Anche a costo di vedere il suo paese perdere? Chissà.

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