La leggenda di Clovis continua a vivere: i suoi figli sono in Russia con la Coppa

La leggenda di Clovis continua a vivere: i suoi figli sono in Russia con la Coppa

Clovis Fernandes, icona del tifo brasiliano, se ne è andato nel 2015 dopo una lunga lotta contro il cancro. Ma, in qualche maniera, lui a Rostov ci sarà comunque. A portare la Coppa del Mondo in Russia ci hanno infatti pensato i suoi figli.

di Francesco Cavallini

“Nessuno muore veramente, se vive per sempre nel cuore di chi resta”. Una frase fatta? Chissà. Ma in Brasile lo scopriranno quando i tifosi verdeoro cominceranno ad affollare la Rostov Arena per la prima partita del loro mondiale. Per la prima volta dopo chissà quanti anni, la Seleçao scenderà in campo con undici uomini. Normale? Mica tanto, almeno per chi era abituato a farlo in dodici. Ma Clovis non c’è più. Niente più baffi, quelli che dal 1990 al 2014 hanno accarezzato la fida riproduzione della Coppa del Mondo sugli spalti di tutto il globo. E l’ultima immagine mondiale del tifoso brasiliano per eccellenza, che il calcio conosceva come “Gaucho de Copa”, resterà per sempre quella del Mineirazo, con l’abbraccio a quel trofeo mai così vicino, ma mai così lontano.

BAFFI E COPPA – Eppure qui entra in gioco il bello del calcio. Perchè sì, Clovis Fernandes se ne è andato nel 2015 dopo una lunga lotta contro il cancro, durata nove anni. Ma, in qualche maniera, lui a Rostov ci sarà comunque. Perchè ha lasciato una parte di sè a questo mondo, sia dal punto di vista metaforico che da quello reale. A portare la Coppa del Mondo in Russia (ma anche a farsi crescere i baffi) ci hanno infatti pensato Frank e Gostavo, i figli della leggenda del tifo verdeoro. Un vero e proprio passaggio di consegne, perchè non sia mai detto che la famiglia Fernandes possa lasciare da sola la Seleçao nel momento del bisogno. E quindi, trofeo in mano e baffo d’ordinanza ben curato, i due hanno preso l’aereo per l’Europa, continuando una tradizione a cui ormai i brasiliani non potevano certo rinunciare a cuor leggero.

CLOVIS, IL TIFOSO PER ECCELLENZA – Nel corso di sette mondiali, Clovis era diventato…uno di casa per gli oltre duecento milioni di tifosi verdeoro (anche perchè chi non tifa per la Seleçao…non è brasiliano!). La sua presenza sugli spalti, sempre con un cappello diventato icona, nella buona e nella cattiva sorte, ha rappresentato il termometro di una nazione intera. Che ha gioito con lui a Pasadena e a Yokohama e come lui si è stretta forte al sogno di un mondiale casalingo, volato via in una delle serate più nere della storia del calcio brasiliano. E ora, che quattro anni dopo tutto il Brasile è pronto a spingere di nuovo Neymar e compagni verso la gloria, la Seleçao scenderà in campo con un occhio verso il cielo. Forse qualcuno penserà di vedere doppio quando dalle tribune spunteranno…due paia di baffi ad accarezzare la Coppa del Mondo. Ma poi i ragazzi di Tite capiranno che d’ora in poi non si gioca più in dodici, ma in tredici. Anzi…in quattordici. Perchè nessuno muore veramente, se vive per sempre nel cuore di chi resta. E c’è da stare certi che Clovis dal cuore del Brasile non se ne andrà mai.

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