La giornata perfetta di Thiago Silva: una rivincita…su Mosca

La giornata perfetta di Thiago Silva: una rivincita…su Mosca

Il difensore brasiliano trova il gol, la qualificazione agli ottavi, evita la Germania e si prende la prima rivincita su Mosca, sperando di concludere il Mondiale, di nuovo nella capitale russa, con la vittoria definitiva.

di Redazione Il Posticipo

Brasile, la giornata perfetta: i vedeoro saltano a piè pari l’ostacolo Serbia, si qualificano da primi del girone e evitano lo spauracchio di un replay con la Germania. Merito soprattutto di Thiago Silva, che si prende una doppia rivincita. Sia su…Mosca che sulle critiche ricevute dopo la presunta diatriba con Neymar.

MOSCA – Associare Mosca e i ricordi, per Thiago Silva, non è mai una grande esperienza. Proprio in Russia l’ex centrale del Milan ha vissuto uno dei periodi più complicati della sua vita. Thiago Silva ha vissuto una brevissima parte della carriera sua proprio in Russia. Non il massimo, a priori, per un brasiliano… Ai tempi della Dinamo Mosca, poco più che ventenne, fu contagiato da una fortissima forma di tubercolosi che quasi gli costò la carriera, per il rischio di perdere un polmone. Quattro mesi in ospedale nella capitale, da solo, senza che nessuno potesse trovarlo. Un periodo davvero durissimo. E adesso Thiago Silva vuole cancellare quella terribile esperienza e lo fa cominciando con il piede giusto. L’obiettivo è chiaro: prendersi proprio nella capitale russa la rivincita più grande…

NEYMAR – Tutto chiarito anche con Neymar. Le scintille, se ci sono state, si sono trasformate in cenere, spenta dalle vittorie. Storicamente non esiste miglior antidoto alle polemiche. Vincere cementa il gruppo e rende tutto più sopportabile. Compreso, come dicono in tanti, anche le veroniche e le giocate fine a se stesse. In ogni caso è stato lo stesso difensore a chiudere ogni polemica dopo gli insulti di O’Ney durante la partita con la Costa Rica. Nella democrazia brasiliana è tornata la pace dopo le scuse e il confronto fra senatori e aspiranti fuoriclasse. Il bene comune, il gruppo è più importante. E con un tabellone abbastanza aperto, tutto diviene più sopportabile. Il Brasile è in missione: deve vincere. Per scaramucce e dispetti, non c’è tempo. Del resto, non è scritto da nessuna parte che i calciatori debbano essere amici: la Spagna, che con i blocchi contrapposto di Real e Barcellona ha vinto tutto, docet.

 

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