La consapevolezza di Klopp: “Se non vinco mi diranno di andarmene. Se vinco, anche…”

La consapevolezza di Klopp: “Se non vinco mi diranno di andarmene. Se vinco, anche…”

Il tecnico del Liverpool, sebbene abbia un contratto sino al 2022, sembra consapevole del destino che lo aspetta: vincere la partita con gli scettici è il match più complicato…

di Redazione Il Posticipo

Un Natale indimenticabile in casa Liverpool. I Reds comandano in Premier ancora imbattuti e provano la grande impresa. Klopp però, al netto dei risultati ottenuti, è consapevole, come riporta il Daily Mail, di dover vincere una partita ancora più importante: quella contro gli scettici.

STORIA – Klopp insegue la storia. Il Liverpool non vince un campionato dal 1990 e non ha mai conquistato la Premier. Questa, come tutto sembra, potrebbe essere la volta buona? E qualora Klopp fosse il primo tecnico casalingo dei Reds a sollevare al cielo il primo titolo del XXI secolo, aprirebbe un ciclo alla Ferguson o alla Wenger sulla panchina del Liverpool? Il tecnico tedesco smorza gli entusiasmi con un realismo spiccatamente teutonico. Sebbene abbia un contratto sino al 2022, inizia a sentire il rumore dei nemici. O meglio, il “fuoco amico” quello più pericoloso per la sua permanenza ad Anfield. Legata, come ovvio, ai risultati.

AL VARCO – Klopp è convinto che ci siano ancora diversi critici pronti ad attenderlo al varco: deve, del resto, interrompere un trend negativo da “piazzato”. Sinora il tecnico, da quando è sulla panchina dei Reds, ha perso tre finali. L’obiettivo, dunque, è salire sul gradino più alto del podio. E in un’intervista rilasciata a Sky Sports ribadisce il concetto. “Il 2022 (quando scade il suo contratto) è ancora molto lontano. Non ho vinto nulla. Adesso tutto sembra volgere per il meglio, ma la prossima estate ci saranno persone che diranno ‘non vinceremo mai nulla’ e vorranno la mia partenza. Se invece vinco, diranno che sia il momento giusto per me per andarmene. Quindi, meglio non pensarci. Fino a che resterò al Liverpool mi godrò questa esperienza con tutti, ma pensare sino al 2022 è spingersi troppo oltre”. Anche perché nel calcio, tutto cambia con una rapidità impressionante, quindi decisamente meglio non fare progetti a lungo termine…

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