Kanté e la macchina indesiderata: meglio andare ad allenarsi…di corsa

Kanté e la macchina indesiderata: meglio andare ad allenarsi…di corsa

N’Golo Kanté sembra davvero avere un motore collegato alle gambe per la sua instancabilità. E quando è arrivato in Inghilterra, ha seriamente rischiato di sostituire una macchina…con i piedi.

di Redazione Il Posticipo

A vederlo giocare, la domanda sorge pressochè spontanea. Ma N’Golo Kanté, centrocampista del Chelsea di Antonio Conte, ha un motore collegato alle gambe? Quesito sensato, dato che il due volte campione d’Inghilterra (prima con il Leicester di Ranieri e poi con i Blues) sembra non risentire di piccole bazzecole che riguardano gli umani come la fatica. Anche nel suo personale derby del cuore, in occasione dei quarti di finale di FA Cup, Kanté ci ha messo tutto e anche di più e persino il suo vecchio stadio non ha potuto che dedicargli un sentito applauso, nonostante le Foxes di Puel siano uscite dalla competizione. Ma la domanda resta. Il francese il motore ce l’ha?

La sgangherata Mini Cooper di Kanté

Sì che ce l’ha, ed è anche abbastanza famoso. Non è di certo collegato alle sue gambe, quella forza e quella resistenza sono doti naturali, ma la macchina di Kanté è celebre per chi si intende di calciatori motorizzati. Cosa sarà mai? Una Aston Martin degna di James Bond? Una Ferrari appena uscita da Maranello? Macchè, una semplicissima Mini Cooper, per altro anche abbastanza ammaccata. Al punto che dopo l’ultima botta ricevuta (sarà qualche compagno ancora inesperto nella guida a destra?), qualcuno ha intravisto il francese ripararla con del semplice scotch da pacchi. Ecco, non esattamente il binomio auto-calciatore che ci si aspetta. Ed il bello è che è già un miracolo che Kanté una macchina ce l’abbia.

Una macchina comprata per forza

Sì, perchè la sua sgangherata vettura il francese se la porta appresso dai tempi di Leicester e non ha alcuna intenzione di cambiarla. Considerando anche che per lui l’automobile è solo un mezzo per arrivare da un punto A ad un punto B, un ragionamento comprensibile. Ma se poi si ragiona sul fatto che Kanté da A a B ci sarebbe arrivato anche a piedi, la storia prende una piega che ha dell’assurdo. Praticamente nel 2015 i compagni di squadra e la società hanno IMPOSTO (sì, avete lette bene) al centrocampista di acquistare una vettura. Non consigliato. Imposto. L’hanno dovuto convincere, perchè Kanté sarebbe andato tranquillamente a piedi. Anzi, di corsa. Così, tanto per tenersi in forma.

Fosse dipeso da lui, Kanté sarebbe andato in giro a piedi

Secondo quanto raccontato dallo stesso centrocampista alla BBC, all’arrivo a Leicester dalla Francia, l’allora ventiquattrenne aveva tutta l’intenzione di arrivare al centro sportivo della squadra…correndo. Ci è voluta tutta la diplomazia del club per far capire al calciatore che forse sarebbe stato più comodo (e meno stancante) avere una vettura per i propri spostamenti e anche per imparare a guidare a destra, qualcosa che crea problemi un po’ a tutti i calciatori che non arrivano dalla Gran Bretagna e zone affini per lato di percorrenza della strada. E così alla fine Kanté si è preso la sua bella Mini. Niente di troppo appariscente, l’importante è che abbia un buon motore e che non si fermi mai. Verrebbe quasi da dire…basta che assomigli a lui.

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