Kalinic, testa dura

Kalinic, testa dura

Kalinic, testa dura: nell’impattare il pallone ma anche nel cercare il gol che potesse raddrizzare il destino del match. E seguendo l’insegnamento gattusiano non molla sino al termine.

di Redazione Il Posticipo

Niko testa dura. Kalinic questa volta segue le indicazioni del tecnico rossonero e le manda a memoria. Continua a sbagliare gol facili, ma non si affligge né molla mentalmente. E alla fine trova il gol che permette al Milan di restare a galla contro il Sassuolo. Gattuso evita cosi di sporcare il fresco rinnovo contrattuale con una sconfitta, ma i problemi restano.

Kalinic, fischi in applausi

Kalinic era a digiuno di gol da dicembre scorso. In quest’arco di tempo persino…Brignoli aveva segnato quanto il centravanti croato che in settimana aveva chiesto più garanzie. In tal senso, ne aveva offerte poche e tutto lasciava credere, dopo la girata di testa a lato su un cross al bacio di Calhanoglu, che il digiuno sarebbe proseguito anche contro il Sassuolo. Con fischi annessi, dopo l’ennesimo gol divorato. Evidentemente, però, dopo il colpo di testa terminato alto e fuori, Kalinic si è ricordato delle parole di Gattuso e dell’esclusione per lo scarso impegno. E, per la prima volta in questa stagione, non ha mollato la presa e, quando ha avuto un altro pallone giocabile, non l’ha sbagliato. O meglio…ci ha provato ma questa volta la traversa non ha respinto la traiettoria, anzi l’ha aiutata a insaccarsi alle spalle di Consigli.

Un gol fondamentale

La rete assume un’importanza fondamentale non tanto per il risultato, quanto per le prospettive di Kalinic in rossonero o sul mercato. Il croato è comunque un investimento prezioso che non può essere depauperato per…milioni di motivi, nel senso più pieno del termine. Il Milan dovrà muoversi in margini ristretti e non può permettersi minusvalenze nei movimenti di mercato. Quindi se Kalinic comincia a segnare, meglio per tutti. Il giocatore può rivalutarsi e chiedere eventualmente la cessione e il Milan può chiedere un prezzo ragionevole. Oppure accettare sino in fondo la sfida gattusiana, mettersi a disposizione del tecnico e mostrare…testa dura nel vincere lo scetticismo piuttosto che nell’impattare il pallone.

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