Juventus, una gestione “europea” dei giovani

Juventus, una gestione “europea” dei giovani

La Juventus è la società più “europea” della serie A anche nella gestione dei giovani.

di Redazione Il Posticipo

Juventus, una gestione Europea della gioventù. Il modello bianconero è molto più avanzato rispetto a quello delle concorrenti nella gestione del vivaio. I bianconeri non puntano solo sui talenti della Primavera, o, meglio, non curano il settore giovanile essenzialmente dentro le mura di Vinovo. Si acquistano e si monitorano i giovani più promettenti e, appena possibile, si mandano a giocare senza perdere troppo tempo in un campionato evidentemente considerato (non a torto) meno formativo rispetto alle leghe minori.

Orsolini e Kean, solo gli ultimi esempi

L’esempio principe è Kean. Il centravanti del Verona, cresciuto nella Juventus, non è rimasto in Primavera, ma è stato mandato immediatamente a giocare. Una scelta logica. Nella rosa bianconera, il ragazzo non avrebbe mai trovato spazio e avrebbe perso del tempo prezioso. Idem per Orsolini. Spedito a Bergamo, non ha trovato spazio. Anche in questo caso, pochi fronzoli. Dirottato a Bologna per accumulare minuti ed esperienza. E, soprattutto, essere valutato nell’immediato nell’impatto con il campionato di serie A.

Spinazzola e Caldara, valorizzati e ripresi

I casi Spinazzola e Caldara sono altri due esempi indicativi. La Juve non si fida di un anno ad alti livelli: vuole sempre la controprova. Per questo manda in prestito i calciatori in società che garantiscano titolarità e per almeno due anni. L’idea di evitare il rischio che la promessa  “balli per una sola estate” è ben radicata nel management bianconero.  Alla buona prova, di una stagione, segue la controprova. A quel punto si può tornare alla base.

Trading e plusvalenze

Il sistema scelto dai bianconeri è  particolarmente premiante. La capillare presenza su tutto il territorio permette alla società di assicurarsi i migliori giovani a prezzi irrisori. La Juventus ha 51 giovani in giro per il mondo del calcio e suddivisi in varie serie.  Il modo miglirore per valutarne rendimento e impatto con il calcio vero, lontano anni luce dalla Primavera che oggi appare come un altro sport. Una gestione quasi borsistica. La Juventus più che scommettere con i giovani, ci punta, come fossero azioni di borsa. Trading sportivo applicato al calcio. Si acquista un’azione a costo ridotto: se frutta, si ha ricchezza in casa. Se non rende quanto sperato, si rivende, generando comunque plusvalenze. È il caso di giovani come Mattiello, Lirola, Marrone. Non ancora esplosi ai massimi livelli ma comunque in grado di produrre ricchezza.

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