Juventus e Marchisio, ora serve…una prova di forza

Juventus e Marchisio, ora serve…una prova di forza

Con Matuidi out, Allegri ha due soluzioni: o torna al 4-2-3-1 o recupera Marchisio. Il Principino è chiamato a una prova di forza: trascinare la Juventus ai quarti di finale in Champions e nei due “derby” con Fiorentina e Torino.

di Redazione Il Posticipo

In Champions senza Matuidi e Dybala. Non benissimo. La Juventus perde ombrello e grimaldello: una situazione che non può far piacere ad Allegri che, se vuole mantenere il 4-3-3, si ritrova con scelte quasi obbligate alla vigilia di uno snodo fondamentale per la Champions. Le soluzioni sono due: qualità o quantità. Ciò che abbina Matuidi non è rintracciabile in nessun altro elemento della rosa. Ergo, si dovrà, per forza di cose, rinunciare a una delle due caratteristiche.

Qualità senza certezze di quantità: Marchisio

Marchisio è il sostituto ideale, qualitativamente parlando, per il francese. Abbina corsa e sostanza, sa legare i reparti, recupera, cuce e riparte. Mezzala perfetta per il 4-3-3, a patto che sia sorretto dalla salute. Non ha certo la fisicità del francese, ma, paradossalmente, ha anche maggiore qualità. Il problema è che, dopo l’infortunio al ginocchio, si è sempre trascinato guai e problemi muscolari legati alla rottura del crociato. In sostanza, anche cruda: è difficile, se non impossibile, che Marchisio regga 5-6 impegni ravvicinati in poche settimane senza avvertire fatica o accumulare acido lattico.

Prova di forza

Altrettanto innegabile, però, che se Marchisio sta bene, è la soluzione ideale. Il principino è chiamato a una prova di forza. L’infortunio di Matuidi è uno snodo importante anche per il suo proseguo di carriera in bianconero. Con il 4-2-3-1 era scivolato in fondo alle gerarchie. Con il 4-3-3 può scalare rapidamente posizioni e andarsi anche a riprendere un ruolo fondamentale nello scacchiere tattico della Juventus. Il suo futuro a Torino non è cosi certo e questa è un’occasione che non ricapiterà facilmente. Il Principino deve tirare fuori i muscoli: e la Juve sperare che reggano…

Quantità senza certezze di qualità: Sturaro

L’alternativa è Sturaro. Una soluzione che non si discute dal punto di vista fisico. Il ragazzo ha due polmoni e altrettanti…cuori. E non molla di un centimetro. Certo, non gli si può chiedere di dettare il passaggio o scambiare nello stretto, né di fungere da equilibratore tattico. Il suo è un calcio di corsa e tenacia. Reggerebbe senza troppi problemi l’impatto fisico, al netto dei problemi al ginocchio che a volte ne condizionano la continuità di rendimento nell’arco del match, piuttosto che nel tempo. La qualità è inversamente proporzionale alla generosità. Ma forse in Champions servirebbe qualcosa di diverso.

In mediana stat virtus

Ecco perché, come spesso accade, la soluzione è in…mezzo. O Allegri cambia modulo, e torna al 4-2-3-1 che però rende la squadra meno permeabile in difesa, oppure alterna Marchisio e Sturaro nel 4-3-3 a seconda degli impegni. Il calendario propone sfide infuocate in campionato. Firenze, il derby e la doppia sfida con l’Atalanta. Sturaro potrebbe giocare le partite, dove serve più agonismo, Marchisio invece, essere impiegato dove serve qualità. In sintesi: il principino in Champions e con l’Atalanta. Sturaro nel derby e con la Viola. In attesa che Matuidi recuperi, è la soluzione migliore. Ma sicuramente lo sa anche Allegri.

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