Pazza Juve – Il bianco e il nero

Pazza Juve – Il bianco e il nero

Una Juventus irriconoscibile riesce comunque in un miracolo calcistico: sotto di una rete a pochi minuti dalla fine, Allegri e i suoi portano a casa tre punti che possono significare Scudetto.

di Redazione Il Posticipo

Gli ultimi minuti tolgono, ma gli ultimi minuti danno anche colore. Quando il cronometro segna 87, la stagione della Juventus sembra volgere…al nero. Una partita stregata, passata in superiorità numerica per oltre settanta minuti, ma il parziale segna 2-1 per l’Inter. E la classifica è ferma, un solo punto avanti al Napoli, ma con una partita in più. La squadra di Allegri è troppo brutta per essere la Juventus che il campionato conosce bene. Sulle gambe, ma soprattutto psicologicamente provata. Per pareggiarla, l’impressione è che serva un miracolo. E allora come è possibile che alla fine festeggino gli ospiti, che rivedono una luce così abbagliante da sembrare…bianca?

LA DISCESA… – La luce forse è tricolore, in una serata verde come l’erba di San Siro che vede succedere di tutto e di più, ma anche rossa come la passione messa in campo e come il sangue di Mandzukic, che lancia la corrida. Anche se in realtà ci pensa prima Douglas Costa, l’uomo che in questo finale di campionato dà una marcia in più alla Juventus anche in una serata che appare subito complicata. Ma che pare semplificarsi grazie al VAR, che certifica l’espulsione di Vecino per…l’attentato alla gamba di SuperMario. In un match molto sentito, Orsato grazia Pjanic e sempre il signor VAR annulla il secondo gol juventino al minuto…53 del primo tempo.

…LA SALITA… – Ma è una Juventus brutta, da battaglia ma poco convinta. E nel giro di un quarto d’ora il fortino sembra crollare. Ancora calci piazzati e permeabilità difensiva. I soliti problemi, a cui Allegri tenta di porre rimedio tenendo fuori Benatia regalando la maglia a Rugani e Barzagli. Il primo è non pervenuto sulla punizione che Icardi devia in rete, il secondo fa addirittura da sè, trafiggendo Buffon. E le certezze sono crollate, conseguenza di una Juventus che improvvisamente, anche se ancora in vantaggio, torna quella vista contro il Napoli. Spaventata, al punto da gettare la palla avanti contro un avversario in inferiorità. Una squadra che barcolla. Ma che al tappeto non ci vuole andare, nonostante attorno a sè veda nero.

…E IL TRIONFO – E un minuto, Allegri dixit, può cambiare una partita. E chissà, di nuovo un campionato. Chi di autogol ferisce, di autogol perisce, perchè l’Inter a fine partita è sulle gambe e la Juventus torna quella che tutti conoscono. Cinica. Quasi diabolica. E che riprende le ultime riserve mentali rimaste prima per pareggiare la sfida e poi per portarla addirittura a casa. Pazza Juve, altro che. Decide Higuain, apparso molto poco brillante, ma che nel momento decisivo diventa l’uomo Scudetto. Allegri chiede calma ai suoi, ma è il primo (anzi, il secondo) a finire prima sotto la doccia. Ma ci va felice. Guardando un orizzonte molto più bianco. E con un po’ più di tinta verde e rossa.

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