2018: l’anno zero della Juventus

2018: l’anno zero della Juventus

Il 2018 è l’anno zero della Juventus. Nessuna rete subita, ma anche il momento di capire cosa sia più importante. Non subire o giocare un calcio offensivo. La Champions premia chi osa.

di Redazione Il Posticipo

L’anno zero della Juventus: i bianconeri, in questo 2018, non hanno ancora subito reti in campionato. Una serie impressionante. Imperforabili. Una scelta precisa, nata dopo il pesante KO di Genova. Da allora, tutto è cambiato. E la Juve cannibale in avanti e generosa in difesa si è trasformata (di nuovo) in una squadra molto più equilibrata. Ciò che serve per vincere. Almeno all’interno dei confini italici.

La svolta tattica: la difesa paga

Un vecchio adagio del calcio insegna che se non prendi gol, almeno pareggi. Un’idea ancorata al pallone d’essai, ma non da cestinare. La Juventus all’Olimpico non ha rubato l’occhio, ma si è portata a casa una vittoria che vale oro colato in ottica campionato. La differenza è nella mentalità e nella svolta tattica. Nella primissima parte di stagione Allegri, memore della finale di Cardiff, aveva scelto un atteggiamento più “europeo”. Una Juventus a trazione anteriore, che segnasse tantissimo anche a costo di subire qualche gol di troppo. L’Italia, però, non è la Spagna. E il calcio spregiudicato, quasi presuntuoso, è stato punito. Quanto basta per tornare sui propri passi e restituire priorità alla difesa. Il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3 nasce proprio per blindare la retroguardia con l’innesto di Matuidi e…butttare la chiave. Risultato? La Juventus, partita un po’ a singhiozzo, ha recuperato rapidamente terreno e potrebbe effettuare, Atalanta permettendo, il sorpasso.

In Italia ok, ma in Europa?

Resta da capire se l’impermeabilità difensiva sia sufficiente per vincere in Europa. Dove si gioca un calcio profondamente diverso, meno organizzato, forse, ma certamente più redditizio in termini di reti realizzate. Si ragiona in modo diverso: non subire gol non è fondamentale. Almeno non quanto realizzarne. In Italia la difesa paga. La Champions, invece, premia chi gioca in attacco senza speculare sul risultato. Lo scorso anno la difesa di ferro ha pagato sino all’ultimo atto, quando l’attacco atomico del Real Madrid è stato più forte del fortino bianconero. A Londra vi sarà una prima controprova. Di certo, considerando che la Juve deve vincere, non basterà un atteggiamento guardingo, anche se con un Dybala capace di tirare fuori il coniglio dal cappello in qualsiasi momento del match, restare in partita è fondamentale.

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