Juventus, l’ABC della vittoria firmato Allegri

Juventus, l’ABC della vittoria firmato Allegri

L’abc della vittoria di Allegri. A, come attacco. Quello bianconero funziona. B come Benatia, gestito egregiamente. C come carattere. Come la Juve, nessuno.

di Redazione Il Posticipo

La Juventus spiega l’ABC della vittoria nella serata di Coppa Italia. Una lectio magistralis sul concetto di concentrazione, carattere e mentalità. Tutto ciò che si adatta benissimo ad una squadra che è almeno una spanna sulle altre. E lascia ben impresso un concetto. La Juventus vince perché è forte.

A – Come Allegri. O se si preferisce, come attacco. In entrambi i casi, funziona. Il tecnico non sbaglia una mossa e sceglie gli uomini giusti per ferire il Milan. Mandzukic gioca la solita gara di sacrificio e pressione, impegnando costantemente la difesa rossonera. Dybala e Costa sono devastanti per creatività e soluzioni offensive. Allegri, come spesso gli accade, legge le pieghe tattiche della partita come pochi. E questa volta non ha neanche bisogno di cambi per modificarne il senso.

B – Come Benatia: il colosso marocchino dimostra che la BBC può esistere anche senza Bonucci. Dopo gli errori commessi con Real Madrid e Napoli, il difensore si era accomodato in panchina. E senza fiatare. A riposo con Bologna e Inter. Per dirla alla Allegri: “aveva bisogno di riposare come quando mandi i cavalli al prato”. Frase un po’ forte, che però giustificava la scelta di non mandarlo ancora in campo per evitare che, in un periodo di forte crisi, potesse commettere altri errori che sarebbero costati carissimo. Recuperato mentalmente e fisicamente, il ragazzo ha risposto presente. Un’altra lezione di gestione del gruppo di Allegri.

C – Come il Carattere. La Juventus ce l’ha nel DNA, ma il tecnico livornese si conferma ancora una volta uno dei migliori nella gestione degli equilibri degli umori e della rosa. Dopo il gol di Koulibaly la stagione sembrava finita. Invece Allegri ha riordinato le fila e organizzato la squadra. Vittoria rocambolesca a Milano, dove comunque non era facile, neanche in superiorità numerica, con la pressione di dover recuperare a tutti i costi il risultato. Più agevole il successo in Coppa Italia, dove la differenza è apparsa immediatamente marcata. La Juventus dopo il primo gol ha “sentito” la paura del Milan e ne ha frantumato le certezze. Prova quasi disumana di forza mentale. E il quarto double è il miglior premio.

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