Inter pazza e quasi disperata: Spalletti manda in Champions la…Roma

Inter pazza e quasi disperata: Spalletti manda in Champions la…Roma

Clamoroso a San Siro. L’Inter si fa sorprendere in casa dal Sassuolo è getta via un’occasione d’oro. Adesso non resta che sperare nel…Crotone

di Redazione Il Posticipo

Inter pazza e disperatissima. Spalletti, contro tutti i pronostici, manda la…Roma in Champions. L’Inter si suicida. E al danno si aggiunge la beffa: l’ex tecnico della Roma “regala” la qualificazione all’Europa che conta ai giallorossi, perdendo contro l’ex squadra del suo successore a Trigoria. Nerazzurri’s Karma? E così, dopo il 5 maggio, anche il dodici resterà a lungo nella memoria dei tifosi nerazzurri. Amarezza, incredulità e consapevolezza: la Champions adesso è un miraggio. Se la Lazio vince a Crotone, è finita. Il Sassuolo non ha rubato nulla: anzi. Ha giocato come doveva e poteva. Attesa e rimesse. Vecchie maniere, ma efficacissime per imbrigliare un’Inter volenterosa quanto disordinata.

SERATACCIA- Doveva essere una festa, è finita male, malissimo. La fotografia della serataccia nerazzurra è nel finale, quando Perisic litiga con un tifoso che lo insulta, ricambiando con uguale… affetto, gli epiteti provenienti dalla tribuna. Al netto delle polemiche a caldo, inevitabili e dettate da una delusione cocente, la prova di Perisic è lo specchio della sua stagione interista. Pregi e limiti di una squadra che non ha lucidità né continuità di rendimento: una squadra incapace di vincere contro il Sassuolo già salvo non merita la Champions.

 PERSONALITÀ-  Non è solo questione di sfortuna. L’Inter è apparsa vittima dei propri limiti più che premiata dalle proprie qualità. Incapace di essere razionale. E capire che c’era tempo e modo di recuperare. La manovra è poco limpida. Gli uomini che avrebbero dovuto trascinarla steccano clamorosamente. Brozovic, quando i ritmi si sono alzati, è stato il primo a perdere la bussola e non ha preso in mano il centrocampo. Perisic dopo un paio di corse a vuoto, ricade nei suoi vizi: dimenticarsi il pallone per strada o compiere spesso la scelta sbagliata o più complessa. Icardi dopo gli errori si è abbrutito e ha perso convinzione e lucidità. Il flop dei “senatori”, escluso Rafinha che è l’unico a mantenere lucidità, è l’ennesima conferma di una squadra che ha qualità ma poca personalità. Se non riescono le cose, va in confusione. È mancata la gestione mentale del match. L’Inter ha proposto gioco ma anche concesso tanto. La sensazione è che al netto dei miracoli di Consigli, la squadra non abbia trovato il bandolo della matassa.

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