Perisic, umorale in campo e fuori?

Perisic, umorale in campo e fuori?

Perisic, la carta coperta di Spalletti che non sa essere più un jolly prezioso.

di Redazione Il Posticipo

L’aumento improvviso di temperatura in seno all’Inter pare avere un protagonista che emerge sugli altri. Ivan, il Terribile Perisic. L’esterno sinistro ha il carattere e la personalità per spaccare le partite, ma anche per far ballare la rumba negli spogliatoi. Che non avesse un carattere semplice lo sapevano tutti, specialmente dopo un’estate passata in un tira e molla che sembrava aver risolto i problemi. Invece li ha solo rimandati.

Perisic e un carattere particolare

Un caratterino niente male quello di Perisic. Emerso sin dai primi giorni di ritiro e poi anche con Spalletti. Basti pensare alla foto scattata a inizio luglio quando si dissocia dal resto della squadra allontanandosi dal gruppo. La testa é altrove, specificatamente a Manchester dove Mourinho lo aspetta ma non offre abbastanza per le casse dell’Inter. Al momento della partenza per la tournée in Cina Ivan va a curarsi un ascesso in Croazia come se a Milano non ci fossero dentisti all’altezza di risolvere il problema. È l’ultimo atto? La goccia non fa traboccare il vaso, anzi in Oriente dopo una lunga chiacchierata con Spalletti il calciatore appare rinfrancato e mostra il lato migliore di sé. Da agosto a dicembre è un altro. Si sacrifica per la squadra, corre, gioca con e per i compagni. Poi, peró, succede qualcosa. Tornano quei mal di pancia, come se non riuscisse a trascorrere di più di tre o quattro mesi in serenità. Prima la testa, poi i denti, poi la pancia.

Perisic talento umorale

Si dice che in campo si giochi come si vive. Un vecchio adagio che calza perfettamente a Perisic. Incostante dentro e fuori dal campo. Straordinario quando è in luna crescente. Di peso per l’allenatore e i compagni quando non vuole mettersi in discussione o sacrificarsi. Il vero limite è caratteriale. Perisic gioca 20 partite l’anno. Eppure avrebbe tutto per issarsi a top player. Invece si limita a distillare un talento anarchico disperdendolo fra alti e bassi. Picchi di umore e rendimento che lo rendono talmente imprevedibile da divenire incollocabile. Perisic è una carta coperta. Il jolly che ti può cambiare la partita o lasciarti in 10. Più sregolatezza che genio. Spalletti vorrebbe plasmarlo, disciplinarlo. Renderlo tigre nel motore e catalizzatore di un gioco che in questo momento latita così come il numero 44. La luce intermittente in questo momento è spenta. Sarebbe ora di riaccendersi. Anche perché contro il Crotone è veramente difficile immaginare un risultato diverso dal ritorno alla vittoria che manca da due mesi.

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