L’Inter, la nostra donna affascinante e viziata

L’Inter, la nostra donna affascinante e viziata

Di Ignazio Castellucci. Mentre i nerazzurri festeggiano il compleanno numero 110, dietro le quinte la società cinese lavora per far quadrare i conti.

di Ignazio Castellucci

Così Angelo Moratti ha definito l’Inter nell’evento milanese per la presentazione del libro sulla storia dell’Inter, giunta al suo compleanno numero 110. Evitiamo le battute sulla Vecchia Signora, please: preferisco rendere omaggio all’amata con le parole di Killer Queen, celeberrima canzone del grande Freddy Mercury:

Fastidious and precise, she is a killer Queen, gunpowder, gelatine,
dynamite with a laser beam… guaranteed to blow your mind

e il cervello a volte ce lo fa scoppiare davvero; anzi, spesso.

Le particolarità del tifoso interista

Nessun altro club vanta un seguito di tifosi/amanti votati alla tensione perenne, alla schizofrenia, al masochismo sommato a un apparente distacco di sapore vagamente British. Il difficile mestiere dell’interista, del resto, è giustificato solo dal piacere – incomprensibile ai più – di riconoscersi in questa identità nevrotica. Lo testimoniano libri come Interismi, di Beppe Severgnini, o come il Manuale di sopravvivenza per interisti, di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, fortunatissimo e presto seguito da Il secondo (tragico) manuale di sopravvivenza per interisti – con appropriata citazione fantozziana.

Chettelodicoaffà: prima o poi capiterà davvero che in qualche finalissima di Champions, attesa per lustri, mentre scendiamo in trincea con la frittatona di cipolle e la Peroni gelata ci chiami il MegaDirettore Supremo, ovviamente juventino, per convocarci alla visione del capolavoro cecoslovacco con sottotitoli in tedesco – con la Corazzata Kotiomkin a seguire.

Niente aumento di capitale per l’Inter

Chissà se il signor Zhang e i capoccioni della Suning riusciranno mai a rendersi conto della particolarità di essersi impegolati in questa ultracentenaria vicenda di gloria mondiale e di percorsi sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Frattanto, ci viene spiegato sulla stampa specializzata che l’Inter non può procedere ad aumenti di capitale per l’opposizione di Thohir (che al momento della cessione si è garantito un diritto di veto sugli aumenti di capitale, e che vedrebbe altrimenti diluito il peso della sua partecipazione nell’Inter, o dovrebbe partecipare all’aumento versando denaro che non vuole o non può versare). E che non può indebitarsi più di tanto, sia per ragioni di fair play (è nel nostro DNA: cerchiamo sempre di essere dei gentiluomini in calzoncini e foulard tipo Ascot), sia perché il governo cinese ha severamente ristretto l’esportazione di capitali finalizzati all’acquisto di capitale di società calcistiche europee (lo sa bene Li Yonghong, che deve trovare una difficilissima quadra per i suoi conti col Milan).

Seicento milioni di debiti, ma si rientra nel FPF

Certo, vi sono oltre seicento di milioni di debiti a bilancio, di cui oltre 200 con la stessa Suning; il non avere uno stadio proprio e l’impiegarne uno grande e difficile da riempire sono certo  elementi penalizzanti rispetto alla situazione, poniamo, della Juventus. Il Sole 24Ore è uscito il 1 marzo con un pezzo, di Gianni Dragoni, a tinte fosche sui conti dell’Inter. La società ha risposto con un comunicato pubblicato sulla stessa testata, in cui si segnala come il gruppo societario sia complessivamente sano e in attivo; e come al netto dei costi per lo stadio, vivai e altre voci autorizzate l’Inter rientri nei parametri stabiliti dall’UEFA – in particolare, rispettando l’obbligo di pareggio del bilancio al giugno 2017, concordato con l’UEFA nel 2014. Il bilancio sarebbe stato raggiunto e certificato dalla Covisoc (organismo indipendente di verifica finanziaria per conto della FIGC) e sarebbe al momento al vaglio dell’UEFA.

Vedremo. Certamente le operazioni infragruppo permettono soluzioni creative di bilancio, e questo è noto. Ma l’esperto Andrea Sartori (KPMG) ha dichiarato un paio di giorni fa che i conti dell’Inter sono a posto e che i ricavi sono in crescita… sperando nella Champions, che porti gioie e denari per la gioia sia della Killer Queen che dei suoi amanti/vittime. Di signore ce ne sono tante (un po’ meno di così vecchie); di Regina ce n’è una.

God Save The Queen.

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