Iniesta e il Barça, un amore leggendario che ha rischiato di finire presto

Iniesta e il Barça, un amore leggendario che ha rischiato di finire presto

Difficile immaginare un Barça senza Iniesta, ma c’è stato un momento in cui un giovanissimo Cavaliere Pallido ha seriamente preso in considerazione la possibilità di lasciare il Camp Nou.

di Redazione Il Posticipo
iniesta pallone d'oro

Difficile immaginare un Barça senza Iniesta, anche se bisognerà cominciare ad abituarsi. L’Illusionista ha deciso. E quindi per la prima volta, dalla lontana stagione 2002/03, non si vedrà più il piccolo grande campione spagnolo in maglia blaugrana. Farà strano, perchè Iniesta è il Barcellona e il Barcellona non sarebbe stato lo stesso senza Iniesta. Certo, non sarà mai possibile avere la controprova, ma ci si è andati pericolosamente vicini. C’è stato un momento in cui un giovanissimo Cavaliere Pallido ha seriamente preso in considerazione la possibilità di lasciare il Camp Nou.

VOGLIA DI GIOCARE – E se lo avesse fatto, ora forse staremmo parlando dell’addio alla Liga di Andres Iniesta, bandiera del Betis Siviglia. Suona male, tremendamente male, ma poteva accadere. E del numero 8 del Barça, probabilmente, in Catalogna avrebbero avuto un ricordo molto diverso. Quello del ragazzino della cantera lanciato da Van Gaal, ma che non ha saputo trovare il suo spazio in prima squadra. E il suo nome sarebbe finito a fare compagnia a quelli dei vari Muniesa, Jeffrén e Montoya. Grandi talenti nelle giovanili, mai espressi del tutto tra i grandi. A vent’anni appena compiuti il giovanissimo Iniesta voleva giocare. E qualcuno gli ha offerto l’occasione di farlo. Lontano da quel Barcellona che lo ha preso sotto la sua ala protettrice ad appena dodici anni.

LA TENTAZIONE BETIS – Qualcuno che lo conosceva bene, perchè lo aveva visto crescere. Llorenç Serra Ferrer ha guidato i blaugrana per una sola stagione, quella 2000/01. Annata sfortunata, conclusa al quarto posto e con una cocente eliminazione al primo turno in Champions League. Ma di quei pochi mesi (Serra Ferrer viene esonerato prima della fine del campionato), il tecnico conserva un ricordo molto nitido. Quello di un sedicenne di nome Andres che nelle giovanili fa faville. E quando nel 2004 torna sulla panchina del Betis, il suo primo obiettivo è quello di assicurarsi che il talento di Fuentealbilla arrivi a sua disposizione. Anche perchè in quel momento, nonostante sia arrivato in panchina Frank Rijkaard, il suo primo grande estimatore, Iniesta nel Barça non gioca quasi mai.

…MA ALLA FINE NON SE NE FA NULLA – Si parla di prestito. Ferrer incontra Begiristain e anche Iniesta senior. Ma alla fine la storia e la carriera di Don Andres segnalano che, ovviamente, non se n’è fatto nulla. Troppo forte la voglia di affermarsi in quella che ormai, dopo otto anni, è diventata casa sua. Pian piano l’Illusionista si fa spazio nelle gerarchie della squadra blaugrana e neanche due anni dopo, tra i calciatori che prendono parte alla finale di Champions vinta contro il Monaco, c’è anche lui. Non dall’inizio e non con il suo classico numero 8. Quello arriverà più tardi, assieme ai momenti più belli di una carriera incredibile, sempre (almeno finora) con addosso i due colori del Barça. Una carriera che, chissà, avrebbe potuto anche prendere una piega diversa se Iniesta fosse andato in prestito al Betis. Non lo sapremo mai. E in fondo, visto tutto ciò che Don Andres ha regalato al mondo del calcio, decisamente meglio così.

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