Indipendenza e terzietà della classe arbitrale

Indipendenza e terzietà della classe arbitrale

Di Luca Palamara. La difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della classe arbitrale passa anche attraverso il coraggio di cambiare, riflettendo su quello che in questi anni non ha funzionato.

di Luca Palamara

Difendere indipendenza e autonomia della classe arbitrale, come energicamente ha fatto Marcello Nicchi nella sua qualità di Presidente dell’AIA, passa anche attraverso il coraggio di cambiare riflettendo su quello che in questi anni non ha funzionato nella direzione delle gare ed in particolare sui casi che hanno fatto più discutere. Questa riflessione si rende tanto più necessaria per evitare che l’esercizio del potere attribuito ai giudici di gara possa rappresentarsi all’esterno come arbitrario, sganciato da regole e conseguentemente incomprensibile ai più.

VAR SVOLTA EPOCALE – Sono infatti convinto che la credibilità della classe arbitrale possa trovare la sua giustificazione nella riferibilità delle decisioni ad una regola applicata sulla base di criteri razionali. Criteri che possono essere opinabili ma che devono essere sempre comprensibili. In questa ottica l’introduzione della VAR ha costituito una svolta direi epocale nella direzione delle gare perché ha consentito di limitare e ridurre il margine di errore della classe arbitrale. Limitare l’applicazione della VAR ai casi evidenti. E’ altresì innegabile però che nonostante il ricorso alla VAR ci siano state polemiche e decisioni controverse che hanno finito anche per mettere in discussione il principio che a decidere sia il giudice del campo e che a lui debba spettare l’ultima parola.

CASI EVIDENTI – Questo in particolare è avvenuto nei casi che possiamo definire dubbi (ad esempio quando anche rivedendo l’immagine rimane dubbio che il fallo sia stato effettivamente commesso). Per evitare in queste circostanze che l’autonomia di giudizio dell’arbitro in campo possa essere messa in discussione e conseguentemente per evitare di sminuire il suo ruolo e la sua funzione è inevitabile, a mio parere, limitare l’applicazione della VAR ai soli casi evidenti facendo prevalere nel caso dubbio la decisione presa nell’immediatezza dall’arbitro di gara.

TUTELARE GLI ARBITRI – Infine, tutelare l’autonomia e l’indipendenza della classe arbitrale impone inevitabilmente di tutelare l’incolumità fisica di chi è chiamato a dirigere una gara. Troppo spesso soprattutto nei campionati giovanili assistiamo ad aggressioni verbali e fisiche che lasciano gli arbitri soli e senza forma di tutela alcuna. È inaccettabile che simili comportamenti possano accadere ed è quanto mai necessario che la Federazione italiana gioco calcio oltre ad incentivare il rispetto delle regole adotti tutti quegli accorgimenti necessari ad evitare ed impedire che simili episodi possano verificarsi. In mancanza di adeguate forme di tutela in simili evenienze la sospensione delle partite diventa l’unico efficace deterrente.

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