Gasp, che Ilicic! L’Europa dell’Atalanta è nei piedi del diamante sloveno

Gasp, che Ilicic! L’Europa dell’Atalanta è nei piedi del diamante sloveno

Le due reti contro il Borussia, due classici del repertorio di Ilicic, sono solamente la punta dell’iceberg. Un capolavoro firmato Gasperini.

di Redazione Il Posticipo

E va a finire che il diamante grezzo finalmente ha trovato chi è in grado di cesellarlo per bene. Per anni la carriera di Josip Ilicic è stata costellata di “se”. Se giocasse di più per la squadra, se non avesse tutte quelle pause, se a volte non sembrasse in campo giusto per fare un piacere ai tifosi. Ma ora, saranno i trent’anni appena compiuti o sarà che il talento sloveno ha davvero imparato ad essere qualcosa di nuovo, ma un Ilicic così non si era mai visto. Le due reti contro il Borussia, due classici del repertorio, sono solo la punta dell’iceberg. Un capolavoro firmato Gasperini.

E se i “se” fossero finalmente finiti?

Che nessuno chiama Maestro, ma che forse questo appellativo lo meriterebbe. L’elenco di calciatori plasmati o ricostruiti dal tecnico dell’Atalanta comincia a essere davvero lungo. E questa stagione ai Gomez e ai Cristante, al gioiello costruito con il lavoro e la costanza di chi sa come si fa, si aggiunge davvero anche la brillantezza dello sloveno. Che segna e fa segnare come (quasi) mai in carriera, ma che soprattutto ha trovato una parte di sè che era sempre mancata, quella che costringeva ad aggiungere quella sfilza di “se” che sembrava non dovesse aver mai fine.

Finalmente un Ilicic disciplinato e continuo

Il sigillo in Europa ancora mancava e, tanto per esagerare un po’, ne sono arrivati addirittura due, davanti ad un pubblico caldo ma esigente come quello di Dortmund e soprattutto in un momento in cui l’Atalanta sembrava poter soffrire l’inesperienza europea davanti a chi le competizioni continentali le conosce come le proprie tasche. Sinistro (quel sinistro, che sa essere piuma ma anche ferro), una, due volte, la seconda da attaccante consumato, da rapace dell’area di rigore. Ora è più semplice che Ilicic sia esattamente dove deve essere. Non è facile insegnare la disciplina tattica, soprattutto quando si ha davanti un genio vero, ma che la continuità non sa neanche dove sta di casa.

Non è mai troppo tardi

E il miracolo di Gasperini è anche questo, non solo aver portato l’Atalanta dove non si arrivava da una trentina di anni. La gemma grezza, capace di graffiare ma anche di sparire, sta finalmente lasciando posto al calciatore completo. Sarebbe stato meglio svegliarsi prima? Certo, ma le strade di Ilicic e di Gasp non si erano ancora incontrate. E ora di guardare al passato, a partire da una sconfitta che brucia, ma a cui può essere posto rimedio, non è proprio il momento. Il bello deve ancora arrivare e, come diceva una famosa trasmissione, non è mai troppo tardi per imparare a conoscere se stessi. E per recuperare un 3-2 esterno.

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