Il Wanda, i topi e… tre dita: Courtois risponde ai fischi del Metropolitano con un gesto polemico

Il Wanda, i topi e… tre dita: Courtois risponde ai fischi del Metropolitano con un gesto polemico

Già da giorni prima del derby di Madrid i tifosi Colchoneros stavano preparando l’accoglienza al veleno per l’ex di turno Courtois. Il Real vince e Courtois risponde mostrando tre dita della mano ai tifosi del Wanda.

di Redazione Il Posticipo

Un derby è sempre un derby. E un derby che si rispetti non fa prigionieri. Specie quando in ballo ci sono dei giocatori che le maglie sotto i riflettori della serata le hanno vestite entrambe. In Italia hanno vissuto scenari simili calciatori come Crespo, Balotelli, Pirlo e Kolarov, e i fischi da parte dei tifosi non sono mai stati sottoposti a parsimonia. E così, già qualche giorno prima del derby di Madrid, i tifosi dell’Atletico hanno preparato un’accoglienza caldissima (ma non in senso positivo) per l’ex di turno, l’attuale portiere del Real Madrid, Thibaut Courtois. La targa dedicatagli nel “Paseo de Leyendas”, la Hall of Fame del club nei pressi dello stadio, era stata sporcata in diversi modi e erano stati immortalati e pubblicati sulle reti sociali anche dei topi di peluche che giacevano sopra la placca. Poi, durante la partita, i fischi hanno fatto da colonna sonora alla vittoria delle Merengues. Il belga risponde… con un gesto.

RISPOSTA VERBALE – All’inizio tutto sembrava ‘sereno’: a fine partita, una giornalista aveva chiesto a Courtois come avesse preso l’accoglienza organizzata dai suoi ex tifosi in pieno stile inferno dantesco e lui ha risposto: “Ho ancora il massimo rispetto per i tifosi dell’Atletico e per la società, i tre anni che sono stato qui non saranno mai cancellati da queste cose. Qui ho vissuto tre anni meravigliosi e non li dimenticherò per dei fischi. Ero concentrato e quasi non me ne sono reso conto”. Risposta plausibile: la concentrazione del belga non è discutibile, vista la buona prestazione. Ma alcuni cori che gli sono stati rivolti contro deve averli sentiti visto che, in passato, quelli erano rivolti a delle Merengues “qualsiasi” (e festeggiando dei trofei li ha intonati anche lui).

SICURO? – El Mundo Deportivo sottolinea come alla risposta data alla giornalista ci sia, a fare da contraltare, un gesto fatto subito dopo il fischio finale da Courtois in direzione dei tifosi dell’Atletico. Courtois passa sotto alle bolge urlanti e risponde loro sollevando una mano all’altezza della faccia con tre dita ben aperte ad indicare i tre gol subiti dai Colchoneros. Insomma, tra la risposta verbale e quella gestuale c’è una bella differenza. Ma è pur vero che sentirsi fischiati per novanta minuti da chi un tempo ha inneggiato il tuo nome non deve mai fare piacere e si può perdere un po’ la lucidità nelle reazioni. In ogni caso, a restare, sono i tre gol e nella memoria di Courtois i tre bellissimi anni passati lì in prestito sollevando un trofeo di Liga e una Coppa nazionale.

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