Il sogno spezzato di Cabañas: “Dovevo andare allo United, poi mi hanno sparato…”

Il sogno spezzato di Cabañas: “Dovevo andare allo United, poi mi hanno sparato…”

Salvador Cabañas, ex bomber della nazionale paraguaiana, vive dal 2010 con un proiettile conficcato in testa. E ha rivelato che poco prima del colpo di pistola che gli ha cambiato la vita era arrivata un’offerta che non si poteva rifiutare…

di Redazione Il Posticipo

Tutto comincia (e per poco non finisce) con un colpo di pistola alla testa in un bar di Città del Messico, in circostanze mai completamente chiarite. Rapina finita male? Regolamento di conti? Non si sa. Quello che si sa è che da quel giorno del 2010 nel cranio del Mariscal Salvador Cabañas, bomber paraguaiano, c’è un proiettile. Impossibile rimuoverlo, troppo pericoloso. Dopo un mese di terapia intensiva, Cabañas ci prova a riprendere con il calcio, ma non è più il bomber di una volta. Lento, scoordinato, troppo lontano dal calciatore capace di vincere il Pallone d’Oro sudamericano, come Pelè e Maradona. La sua carriera termina ufficialmente nel 2014 a 34 anni.

MANCHESTER UNITED – E dire che prima di quell’assurdo incidente, la sua storia calcistica poteva prendere una piega incredibile. L’Europa, la Premier League, il Teatro dei Sogni. Già, perchè il bomber ha rivelato a Telefuturo che proprio prima del colpo di pistola che gli ha cambiato la vita, era arrivata una chiamata di quelle che non si possono proprio rifiutare. Il Manchester United, Sir Alex Ferguson, un sogno a occhi aperti. “Avevo firmato un pre-contratto da oltre un milione per trasferirmi in Europa. Sarei andato al Manchester United. Il Club America era disposto a raddoppiarmi lo stipendio e mi ha dato un appartamento ad Acapulco e uno a Cancun per convincermi a rimanere“.

PANETTIERE – Ma poi, non è servito nulla di ciò. Un colpo di pistola e addio al pallone per Cabañas. E dopo l’addio, arriva il buio. El Mariscal sparisce dai radar. Strano, perchè Cabañas in Paraguay è comunque un idolo, 45 presenze e dieci reti con la Nazionale. Ma c’è una ragione. Il bomber ha perso tutti i suoi soldi, cortesia della ex moglie e del suo avvocato. E si è dovuto reinventare, nel posto più improbabile dove cercare un campione del football. Un forno, a una trentina di chilometri da Asunción, la capitale del Paraguay. Il Maresciallo è diventato panettiere e si alza alle 4 per lavorare. Come tanti tifosi che lo adoravano, ripete spesso lui. E adesso è felice così.

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