Il ritorno del Presidente Weah: in campo (ma non…in forma) con la Liberia a 51 anni

Il ritorno del Presidente Weah: in campo (ma non…in forma) con la Liberia a 51 anni

Fermi tutti, scende il campo il Presidente. George Weah, il primo Pallone d’Oro africano, è tornato a vestire la maglia della nazionale all’età di 51 anni in un’amichevole internazionale organizzata in suo onore.

di Redazione Il Posticipo

Fermi tutti, scende il campo il Presidente. E non il presidente del club, neanche quello della federcalcio. Il Presidente ha la P maiuscola, è il capo dello Stato e in Liberia questo significa una sola cosa: George Weah. L’ex attaccante del Milan, il primo Pallone d’Oro africano, è tornato a vestire la maglia della nazionale all’età di 51 anni. Lo ha fatto in un’amichevole internazionale, in cui la Liberia ha ritirato ufficialmente la maglia numero 14, quella che Re George indossava nel periodo in cui terrorizzava le difese di mezzo mondo. E quindi, come riporta la BBC, per il proprio addio definitivo al calcio Weah ha dismesso la fascia presidenziale e ha indossato…quella da capitano.

ULTIMA PRESENZA – Dall’altro lato del campo c’era la Nigeria, che ha onorato l’ultima presenza in nazionale di Weah schierando a Monrovia una formazione abbastanza competitiva, che comprendeva anche Simy (autore della prima rete degli ospiti), Ndidi e Iheanacho, Alla fine le Super Aquile hanno vinto per 2-1 e per Mister President non c’è stata neanche la soddisfazione dell’ultimo gol con la maglia della Liberia. Sarebbe stato il numero 17 in 60 presenze, una media abbastanza modesta per un bomber come lui…se non si considera che spesso e volentieri in nazionale Re George preferiva giocare da libero.

IN…FORMA – E invece il calcio di rigore che ha permesso ai padroni di casa di accorciare le distanze è arrivato dopo la sostituzione di Weah, che al minuto 79 ha lasciato il campo ricevendo una standing ovation. Il tutto nonostante una forma fisica…più da politico che da calciatore. Le immagini mostrano l’ex rossonero abbastanza appesantito, ma ancora in grado di fare quel che vuole con il pallone ai piedi. E quindi, nonostante parecchi chili in più rispetto a quando giocava in Serie A, i nigeriani sono ricorsi più volte alle maniere forti per fermare il Re Leone. In barba all’immunità diplomatica e alla possibilità di causare…un incidente internazionale.

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