Il Ragionier Kanté: quando il francese sognava di diventare…Fantozzi

Il Ragionier Kanté: quando il francese sognava di diventare…Fantozzi

C’è qualcosa che N’Golo Kanté non sappia fare? Evidentemente no, considerando che prima di diventare professionista il francese ha rischiato di finire dietro una scrivania a far di conto, in puro stile Fantozzi.

di Redazione Il Posticipo

La domanda sorge spontanea. C’è qualcosa che N’Golo Kanté non sappia fare? Campione d’Inghilterra per due volte consecutive con Leicester e Chelsea, Campione del Mondo giocando la finale con una brutta influenza intestinale. Il compagno di squadra perfetto, quello schivo, che non cerca i riflettori, anzi. Quello a cui la Coppa del Mondo va portata, perchè altrimenti mai avrebbe chiesto di poterla sollevare. Tutto ciò che interessa al francese è giocare a calcio. E pensare che questo tesoro del pallone, uno dei giocatori più moderni e sottovalutati del panorama mondiale, ha rischiato di finire dietro una scrivania a far di conto, in puro stile Fantozzi.

STUDIO – Già, perchè è difficile immaginarlo ora, ma c’è stato un momento della sua carriera in cui Kanté non pensava che il calcio gli avrebbe dato da vivere. Lo ha raccontato lo stesso centrocampista del Chelsea a Sky Sports, ricordando gli anni nelle divisioni inferiori francesi. Quando tra una panchina e l’altra, il futuro campione del mondo studiava per diventare…il Ragionier Kanté. “Ero a Boulogne, facevo parte della seconda squadra. Eravamo prima in sesta e poi in quinta divisione e naturalmente non eravamo professionisti. Quindi ho continuato a studiare, perchè non ero sicuro che avrei potuto guadagnarmi da vivere come calciatore“.

RAGIONIER KANTÉ – Materia preferita? Evidentemente la matematica, perchè il percorso di studi di Kanté ha a che fare con i numeri. “A diciotto anni mi sono diplomato e ho studiato ragioneria per altri due anni. Quando sono arrivato in prima squadra ho firmato un contratto da professionista, ho smesso di studiare. Sono comunque un ragioniere certificato, ma ora preferisco concentrarmi sul calcio“. Il che, tra l’altro, gli riesce molto bene. Una fortuna dunque che l’allenatore del Caen, Patrice Garande, abbia deciso di dargli una chance portandolo in Ligue 2 nel 2013. Il tecnico aveva visto in lui del potenziale e già ai tempi del Leicester prevedeva per lui un futuro in una big continentale. Senza la sua chiamata, forse qualche azienda avrebbe guadagnato un buon contabile. Ma di certo, il calcio avrebbe perso uno splendido interprete.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy