Il cugino di Reyes alla Guardia Civil sull’incidente: “Eravamo in aria… stavamo volando”

Il cugino di Reyes alla Guardia Civil sull’incidente: “Eravamo in aria… stavamo volando”

Nell’incidente che ha portato alla morte di Josè Antonio Reyes erano presenti in macchina due suoi cugini. Juan Manuel, l’unico sopravvissuto, spiega alla polizia che l’auto “stava volando”.

di Redazione Il Posticipo

L’eccesso di velocità alla guida è per davvero qualcosa da evitare il più possibile. E che a volta si paga a caro prezzo. Uno degli ultimi casi più rumorosi è quello dell’ex giocatore di Siviglia, Real Madrid e Arsenal Josè Antonio Reyes. L’incidente stradale in cui ha perso la vita ha mietuto un’altra vittima: suo cugino Jonathan, mentre l’altro cugino Juan Manuel Calderon è ancora ricoverato in ospedale e lotta per la sua vita. La Guardia Civil, dopo alcuni rilievi, è riuscita a risalire alla velocità a cui viaggiava l’auto e ha confermato che superava i 220 km/h. E Juan Manuel, l’unico sopravvissuto, ha cercato di spiegare agli agenti la dinamica dell’incidente prima di perdere i sensi.

LA RICOSTRUZIONE – Quando i soccorsi sono arrivati sul luogo dell’incidente, Juan Manuel è stato sedato per alleviare la sofferenza procurata dalle forti ustioni che il ragazzo ha rimediato nel tentativo di soccorrere i cugini. Prima però il ragazzo è riuscito a lasciare qualche dichiarazione alla Guardia Civil, oggi pubblicate dalla sezione di cronaca del quotidiano El Mundo. Calderon ha spiegato che stava guardando fuori dal finestrino finché (“non so cos’abbia fatto Josè, non ricordo“) l’auto guidata dall’ex calciatore ha impattato il guard rail e ha lasciato il segno di una frenata per addirittura 90 metri. L’auto, purtroppo, non si è fermata: è uscita di strada colpendo una staccionata e distruggendo anche un muro di cemento spesso più di mezzo metro. Juan Manuel, però, ha raccontato un altro dettaglio: “Stavamo volando“.

VOLANDO – Calderon ha spiegato che l’auto fuori controllo, per qualche motivo si è sollevata da terra prima dell’impatto finale. La ricostruzione pubblicata qualche giorno fa da El Mundo, viene arricchita da un dettaglio ancor più spaventoso e preoccupante. El Mundo Deportivo riporta che l’auto che si è schiantata, una Mercedes Brabus, ha 520 cavalli e può raggiungere circa 300 km/h, una velocità spaventosa che raggiungono e possono gestire i piloti di Formula Uno dopo un lungo addestramento. E tra i due rilevatori sulla strada che stavano percorrendo, la vettura ha raggiunto addirittura i 220 km/h. Chissà che la drammatica dipartita di Josè Antonio Reyes possa sensibilizzare più persone possibile sul tema della velocità…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy