Il Beitar Gerusalemme cambia nome…in onore di Trump

Il Beitar Gerusalemme cambia nome…in onore di Trump

Sembra uno scherzo, ma il Beitar Gerusalemme vuole cambiare nome. Anzi, aggiungere un cognome. Quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

di Redazione Il Posticipo

Sembra uno scherzo, ma non è primo aprile. E nonostante si parli di sport, su questioni che riguardano anche la politica internazionale, vista la situazione in Medio Oriente c’è poco da fare ironia. Poi però arriva il comunicato ufficiale del club e allora la realtà supera decisamente la fantasia. È tutto vero. Il Beitar Gerusalemme, storico club della cittadina mediorentale, vuole cambiare nome. Anzi, aggiungere un cognome. Quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La squadra, nelle intenzioni e chissà per quanto tempo, dovrebbe quindi diventare il Beitar Trump Gerusalemme. Una mossa forse destinata a creare al club ancora meno simpatie.

BEITAR TRUMP – Il Beitar infatti ha da sempre implementato una politica che l’ha portato a non tesserare mai un calciatore arabo e si è sempre posto, anche attraverso la tifoseria, come club più radicale (politicamente parlando) nel sostegno alla nazione di Israele. E quindi il cambio di nome diventa molto più comprensibile, alla luce degli eventi che stanno coinvolgendo Gerusalemme. A far decidere per la…mozione Trump è stata la scelta di spostare l’ambasciata statunitense in città, con l’esplicito riconoscimento da parte degli USA di Gerusalemme come capitale di Israele. Un qualcosa che molti attendevano da tempo e che sicuramente ha fatto piacere alla dirigenza del Beitar. Anzi, del Beitar Trump.

COMUNICATO – E le parole del comunicato non fanno altro che confermarlo. Per settanta anni Gerusalemme ha atteso un riconoscimento internazionale, finchè il Presidente Donald Trump, con una mossa coraggiosa, l’ha riconosciuta come capitale eterna di Israele. Il Presidente Trump ha mostrato molto coraggio, ma soprattutto un vero amore per la gente di Israele e per la sua Capitale. Ecco il motivo dell’omaggio a The Donald. Che nella vita ha avuto tante soddisfazioni, anche strane e inaspettate. Ma che di certo non pensava che sarebbe finito nel nome di una squadra di calcio. Anche se, come dimostra la sua carriera, nulla è impossibile per Trump.

 

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