Iheanacho: “Mio padre mi picchiava perchè giocavo a calcio, ora è il mio primo tifoso”

Iheanacho: “Mio padre mi picchiava perchè giocavo a calcio, ora è il mio primo tifoso”

In un’intervista esclusiva al Sun, l’attaccante nigeriano del Leicester si racconta a poche ore dall’inizio del suo primo Mondiale. Argomenti? Il pallone, la famiglia…e la maglia della nazionale.

di Redazione Il Posticipo

Prima lo studio, poi il calcio. Un diktat che chiunque abbia mai avuto a che fare con il pallone si sarà sentito ripetere migliaia di volte. E neanche chi alla fine dello sport ha fatto una professione, guadagnando milioni di sterline, è stato immune dai rimproveri genitoriali. A ventuno anni, Kelechi Iheanacho si prepara al primo mondiale della sua carriera. L’attaccante del Leicester ha bruciato le tappe e dopo aver brillato nelle manifestazioni iridate a livello giovanile vuole prendersi i riflettori anche sul palcoscenico più importante. Ma la strada per il successo, per quanto rapida, non è stata semplice. E il nigeriano lo racconta al Sun.

NIENTE PALLONE – A tifare per lui ci sarà ovviamente tutta la Nigeria, ma soprattutto il signor James, il papà di Iheanacho. Che però all’inizio non era così contento che il piccolo Kelechi passasse le sue giornate a dare calci a un pallone. “Trovo ironico che mio padre sia il mio primo tifoso, dato che ogni volta che mettevo il muso fuori di casa per giocare a calcio mi picchiava. Finivo sempre…dal lato sbagliato della sua cinta o di qualsiasi cosa gli capitasse sotto mano. A volte ci rido su, ma credo che fosse scritto da Dio nel mio destino che dovessi seguire un percorso del genere“. Ora invece James deve tifare per due, anche in onore di mamma Mercy, che è andata via troppo presto. “Mi rattrista il fatto che non sia qui con me in Russia. La morte è stata crudele con me, ma la vita mi dà la possibilità di rendere mia madre orgogliosa. Vorrei segnare al Mondiale e dedicarle il gol”.

LA MAGLIA CONTA – Volendo, Iheanacho può cominciare a scaldare i motori già contro la Croazia, in uno scontro che potrebbe decidere già alla prima giornata chi sarà la seconda forza del girone di ferro, che contiene anche Argentina e Islanda. La Nigeria è carica, anche se i tifosi mugugnano per le amichevoli non troppo convincenti delle Super Aquile… “Ci hanno criticato molto per i risultati delle amichevoli, ma devono capire che abbiamo imparato dai nostri errori“. Quanto conta indossare la maglia della Nigeria? Molto, soprattutto perchè…tutti la vogliono. Oltre alle tre milioni di prenotazioni ufficiali per la divisa, anche Iheanacho ha avuto le sue. “Molte persone mi hanno chiesto una maglia e alcuni amici mi hanno detto di non scambiarla con nessuno al Mondiale“. L’impressione è che, contro campioni come Modric e Messi, sarà complicato resistere alla tentazione.

 

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