I dolori di Maurito: i motivi di un addio sempre più vicino…

I dolori di Maurito: i motivi di un addio sempre più vicino…

Icardi lontano dall’Inter? Sempre più possibile. Distante dalla società e dai compagni, non amato dalla tifoseria. L’addio è quasi inevitabile.

di Redazione Il Posticipo

Quello di Mauro Icardi è davvero un addio dettato dalla voglia di crescere. Al netto delle dichiarazioni della dirigenza, l’argentino ha in mente di lasciare l’Inter e Milano. Certo, non subito, ma a giugno. É possibile, molto probabile, che le sue ambizioni non coincidano con il percorso intrapreso dalla squadra e che il progetto nerazzurro non lo convinca sino in fondo.

Icardi vuole affermarsi altrove

L’argentino è consapevole che il progetto interista sia a lunga scadenza. All’Inter è difficile vincere entro breve termine. E a ciò si aggiunge una realtà inconfutabile: nel calcio dei ricchi, le società di proprietà cinese non sono competitive soprattutto a livello europeo. Nel senso che non investono come le altre. Nessun top club che ambisce alla Champions è legato a dirigenze con gli occhi a mandorla. E senza investimenti, non si vince. A prescindere dalla gloria personale, poi c’è anche un questione di…portafoglio. A certi livelli lo stipendio serve anche a commisurare il valore del giocatore. E Icardi, per ingaggio, è dietro ad almeno 5-6 campioni. Wanda Nara, in questo senso, è al lavoro. E non avrà grandi problemi a strappare un ingaggio da top player lontano da Milano. Spagna, Inghilterra o Francia poco importa.

L’Inter non si strappa i capelli

E l’Inter? Questa volta potrebbe restare a guardare. Gli ultimi mesi hanno minato l’unità dello spogliatoio, mai così distante, in tutti i sensi, dal proprio capitano. Al primo momento negativo, Icardi si è presentato davanti a taccuini e telecamere accusando i compagni di non impegnarsi abbastanza. La squadra ha interpretato quelle parole come uno scarico di responsabilità. E non ha apprezzato. Il malcontento dell’argentino innesca anche altre crepe. Qualche giocatore si è sentito “tradito” dal tecnico di Certaldo e ha perso stimoli. Insomma, tutto lascia credere che la squadra abbia preso una deriva difficile da raddrizzare. Dopo il sogno scudetto, anche la Champions è a rischio. E la sensazione è che Icardi, questa volta, voglia lasciare la nave. Con o senza quarto posto.

Spalletti si è arreso?

E poi c’è Spalletti, che con Icardi ha quasi gettato la spugna. L’argentino non è “allenabile”: nel senso che non ha nelle corde il gioco di squadra. Straordinario se servito, quasi un peso se non viene assistito a dovere. Icardi non può ricoprire il ruolo di regista offensivo che piace tanto al tecnico toscano: paradossalmente, un limite. É un calciatore che “costringe” la squadra a giocare solo in un modo, per rifornirlo il più possibile. E nel momento in cui gli avversari hanno trovato le contromisure, l’Inter è rimasta all’asciutto. E comunque anche i gol dell’argentino sono “spalmati” in modo disomogeneo. Triplette o doppiette, o nulla. E le partite in cui non segna stanno diventando troppe.  Un altro motivo in più per lasciarsi e non rimpiangersi. Con quella clausola, a giugno c’è una vasta scelta.

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