Guerrero, da possibile assente a eroe nazionale: sfatata la Maledizione della Marmelada

Guerrero, da possibile assente a eroe nazionale: sfatata la Maledizione della Marmelada

Il Perù arrivava al match con l’Australia con due obiettivi: vincere e, se possibile, far segnare El Barbaro Guerrero. Colui che a questa Coppa del Mondo neanche doveva partecipare.

di Redazione Il Posticipo

Si può piangere di gioia per un’eliminazione? Sì, se la squadra in questione è il Perù. Che sapeva benissimo di non poter uscire dalla partita contro l’Australia con il pass per gli ottavi, dato che la possibilità era già matematicamente impossibile dopo la sconfitta contro la Francia nella seconda giornata. Ma che è arrivata all’ultimo match con un obiettivo ben preciso. Vincere. E se possibile, far segnare El Barbaro Guerrero. Colui che a questa Coppa del Mondo, la prima per il Perù dal 1982, neanche doveva partecipare. Poi è arrivato l’appello al TAS e l’attaccante trentaquattrenne ha potuto capitanare l’Albiroja e firmare una vittoria storica.

MARMELADA PERUANA – Che cancella, tra l’altro, una strana maledizione che ha colpito il Perù ben quarant’anni fa, in occasione del mondiale d’Argentina. In quell’edizione la nazionale sudamericana si comporta particolarmente bene, vincendo il primo girone davanti all’Olanda di Neeskens e Resenbrink. In quello successivo incontra, nell’ordine, Brasile, Polonia e Argentina. Perde tutte e tre le partite, ma è l’ultima quella che resta alla storia e che fa partire la maledizione. Il 6-0 subito dai padroni di casa, che guarda caso avevano bisogno di una goleada per andare in finale, diventa celebre come la Marmelada Peruana. E da quel momento, fino alla partita di Soči con l’Australia, per l’Albirroja in chiave Mondiale non è che vada esattamente benissimo.

FINE DELLA MALEDIZIONE – Un’altra presenza, nel 1982, ma senza mai vincere. Poi un lungo digiuno, interrotto nel 2018. Un mondiale inaugurato con due sconfitte (seppur di misura) e senza segnare neanche un gol. Un’onta insopportabile per Guerrero e compagni, che contro i Canguri hanno dato fondo a tutte le energie rimaste. E il Barbaro ha fatto la parte del leone, servendo l’assist per Carrillo, che ha aperto le marcature, e poi facendo ciò che gli riesce meglio: segnando. Il gol che chiude i giochi e libera il Perù dall’incubo di un altro mondiale da dimenticare è da bomber d’area di rigore e fa…piangere di gioia tutto il paese sudamericano, a partire da chi è in tribuna a Soči. Il degno finale di una storia di calcio, quella di Guerrero e della sua squalifica, che ha fatto discutere, ma che certamente ha aggiunto un pizzico di magia a questo Mondiale.

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