Guardiola…si offre: “Mi piacerebbe allenare una nazionale…sempre se qualcuno mi vuole!”

Guardiola…si offre: “Mi piacerebbe allenare una nazionale…sempre se qualcuno mi vuole!”

Continuano a rincorrersi le voci che riguardano la panchina dell’Argentina e Pep Guardiola. Ma il manager del Manchester City campione di Inghilterra si vede bene da Commissario Tecnico? A giudicare dalla sua risposta a Valdano, forse sì.

di Redazione Il Posticipo

Quando Pep Guardiola parla, non è mai banale. E nella lunga intervista concessa a Jorge Valdano durante la trasmissione Universo Valdano, ha risposto a molte domande che l’argentino gli ha posto. Una delle quali, ovviamente, verteva sulla possibilità che il catalano, prima o poi, possa approdare sulla panchina di una grande nazionale. E ogni riferimento al fatto che Guardiola sia spesso menzionato per quel che riguarda la successione di Sampaoli alla guida dell’Albiceleste, è molto poco casuale. Ma il manager del Manchester City campione di Inghilterra si vede bene da Commissario Tecnico? A giudicare dalla sua risposta a Valdano, forse sì.

NAZIONALE – “Se dovessi avere l’opportunità, mi piacerebbe guidare una nazionale. È una esperienza che certamente voglio provare. Ovviamente, se qualcuno mi vuole…”. Difficile immaginare il contrario, soprattutto viste le voci che con insistenza arrivano dall’Argentina… Anche se, a diretta domanda di Valdano, Guardiola risponde con una risata e con un “Argentina? No, per favore…”. Che Pep nasconda qualcosa? Qualche sondaggio da una o più federazioni? Chissà. Quel che è certo è che qualsiasi dubbio sull’adattabilità delle idee di Guardiola al calcio delle nazionali potrebbe essere stato cancellato dall’ottimo esordio di Luis Enrique, che per certi versi di Pep è l’erede, alla guida della Spagna. Il calcio di scuola Barcellona può funzionare anche a livello internazionale…e con mezza squadra presa dal Real.

CRUIJFF– E a proposito di scuola, uno dei momenti in cui Guardiola si apre maggiormente, come riporta Marca, è il passaggio su Cruijff. Un’icona per il Barça, un maestro per Pep. “Bastava la sua presenza, con quegli occhiali da sole, ti guardava e tu ti spaventavi. Non eri d’accordo con lui? Beh, quella è la porta”. Ma nonostante i modi bruschi, la descrizione che Guardiola fa dell’olandese è quella, neanche a dirlo, di un genio. “Non aveva un metodo di preparazione, di quello se ne occupavano altri. Però aveva un metodo di gioco. Niente piano B, sempre al massimo sul piano A. Cruijff non mi ha convinto. Mi ha fatto innamorare”. Più o meno quel che dicono di Pep alcuni calciatori che hanno lavorato con lui. Per il catalano, forse, il trofeo più bello.

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