Guardiola: “Razzismo? Yaya Tourè mente e lo sa anche lui”

Guardiola: “Razzismo? Yaya Tourè mente e lo sa anche lui”

Non si spegne il fuoco delle polemiche tra Yaya Tourè e Pep Guardiola. E se da un punto di vista tecnico Guardiola ha deciso di non rispondere, sugli affondi personali l’allenatore non ci sta e contrattacca nei confronti del suo ex calciatore.

di Redazione Il Posticipo
guardiola

Non si spegne il fuoco delle polemiche tra Yaya Tourè e Pep Guardiola. Negli ultimi giorni l’ivoriano ha accusato neanche troppo velatamente il suo ex allenatore di razzismo nei confronti dei giocatori africani e poi il suo agente ha rincarato la dose, aggiungendo che il suo assistito è pronto a giocare anche per una sterlina a settimana in un club rivale del City per dimostrare al catalano che ha sbagliato a scaricarlo. E se da un punto di vista tecnico Guardiola ha deciso di non rispondere, sugli affondi personali l’allenatore non ci sta e in un’intervista a TV3 contrattacca nei confronti del suo ex calciatore.

E l’affondo è come il calcio del tecnico del City. Diretto, senza troppi fronzoli e soprattutto efficace. “Yaya mente e sa perfettamente di mentire, è stato due anni con me e non mi ha mai detto una parola al riguardo. Poteva farlo, dirmelo in faccia. Quindi è totalmente inutile affrontare questo discorso“. Un discorso che però ha certamente causato un bel po’ di rumore, che va a sommarsi a quello di altre dichiarazioni non proprio lusinghiere da parte del trentacinquenne nei confronti del tecnico spagnolo. E che certamente ha anche le proprie radici nel fatto che l’arrivo di Guardiola sia a Barcellona, dove a Tourè venne preferito il giovane Busquets, che a Manchester, dove a centrocampo ha preso posto un adattato (seppur alla perfezione) De Bruyne, ha significato l’addio al posto da titolare per l’ivoriano.

NIENTE RITORNO A BARCELLONA – A proposito di Barcellona, nell’intervista Guardiola fa presente che al Barça, che viene definita “la migliore squadra della stagione anche se non ha vinto la Champions“, il catalano non tornerà. Nè sulla panchina, nè in qualche altra mansione. “Da allenatore, ho dato. Non sono più lo stesso di prima. Da presidente? No, io sono un allenatore e sono bravo in quello che faccio, non puoi essere tutto. Quando smetterò di allenare, giocherò a golf“. Considerando che nella lista delle cose da fare a Pep manca ancora il mestiere di CT, che ha già ammesso di voler tentare un giorno, la sacca e le mazze possono aspettare ancora un po’…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy