Guardiola e il maglione della discordia: “Va bene che si veste come un diciassettenne, ma almeno a Wembley…”

Guardiola e il maglione della discordia: “Va bene che si veste come un diciassettenne, ma almeno a Wembley…”

Pieno di critiche per il tecnico catalano. Il suo City ha vinto ma ha giocato male? Macché. Colpa delle scelte di guardaroba. Il maglione porta fortuna, ma a Wembley tutti si aspettavano giacca e cravatta…

di Redazione Il Posticipo

Che Pep Guardiola fosse l’allenatore dell’anno in Inghilterra non era certo in dubbio. Alla fine i premi stagionali della stampa e degli addetti ai lavori hanno confermato che il catalano non ha praticamente competizione domestica, così come ha fatto la FA Cup. Un 6-0 abbastanza clamoroso, se non altro perché è vero che il Manchester City ha saputo riempire di gol anche avversari più quotati (come il Chelsea), ma in una finale è un risultato quasi inedito. Ma, nonostante il treble in terra d’Albione, Guardiola si è beccato un’ampia razione di critiche prima, durante e dopo il match contro il Watford.

CRITICHE – Tutta colpa…dell’etichetta. Come riporta il Sun, molti hanno attaccato Pep per la scelta del guardaroba. Il dress code di una finale a Wembley dovrebbe (condizionale d’obbligo) prevedere l’abito buono. Così ha fatto il tecnico degli Hornets ma non il catalano, che non ha abbandonato il suo maglioncino grigio. Un qualcosa che ha (prevedibilmente) fatto arrabbiare il tradizionalista pubblico inglese, che ha lanciato le sue rimostranze sui social network. “Che mancanza di rispetto!”, chiosa qualcuno. “Va bene che a Guardiola piace vestirsi come un diciassettenne, ma anche loro ogni tanto devono mettersi in giacca e cravatta”. Una scelta scaramantica? Se così è stato, risultato raggiunto.

CASUAL – Eppure, in fondo, gli inglesi dovrebbero essere ormai quasi abituati a questi strappi alla regola. Proprio in questa stagione, anche il nostro Maurizio Sarri non ha decisamente rispettato l’etichetta quando si è presentato a Wembley (proprio contro il City di Guardiola) con la sua classica tuta. Ma quella di Carabao Cup da quelle parti è quasi considerata una finale di serie B. Quando invece c’è in palio il trofeo più antico del mondo, l’etichetta andrebbe sempre rispettata. O forse no? Una delle immagini più iconiche della storia della FA Cup è infatti legata a una tuta, quella portafortuna indossata da Bob Stokoe nella finale del 1973. In quel caso il suo Sunderland (all’epoca in seconda divisione e ampiamente sfavorito) riuscì a portare a casa la partita contro il grande Leeds. Quindi il vestito poco elegante non sarà esattamente apprezzato, ma sicuramente a Wembley un po’ di fortuna la porta…

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