Griezmann: “Resto all’Atletico per Godin. Mbappè? Forte ma Cavani…”

Griezmann: “Resto all’Atletico per Godin. Mbappè? Forte ma Cavani…”

Griezmann su AS “gioca” il quarto di finale con l’Uruguay, dove giocano il suo amico del cuore e il suo attaccante preferito.

di Redazione Il Posticipo

Perché Griezmann non è andato al Barcellona? Scelta professionale? No, o almeno, non solo. Ci sono cose più importanti di vittorie e trofei. Come l’amicizia, ad esempio. Un legame che unisce profondamente il “Piccolo Diavolo” e Godin. Il destino li metterà di fronte in una partita che vale l’ingresso fra le prime quattro al mondo. Niente però potrà dividerli dopo i 90′ o 120′ di gioco.

PADRINO – Griezmann, come riporta AS, ha deciso di restare fra le fila dei colchoneros perché non vuole separarsi da Godin. I due sono legatissimi a tal punto che il calciatore francese ha chiesto al centrale uruguaiano di fare da “padrino” alla figlia. Suggello di un rapporto nato sin dai primi giorni in cui il francese si è affacciato al centro sportivo dell’Atletico. Anzi anche prima, considerando che, apposta la firma sul contratto, Godin è stato subito il punto di riferimento. “Dopo la firma, l’ho chiamato, mi ha parlato del club, e mi ha spinto a sposare la causa dell’Atletico: da lui ho imparato a giocare con e per la squadra, non abbandonare mai il compagno in difficoltà”.

MBAPPE’ – Anche per questo il quarto di finale avrà un sapore speciale. “Diego è un grande amico, sono con lui ogni giorno, nello spogliatoio e fuori dal campo, è il padrino della mia piccola figlia, sarà molto strano giocarci contro, ma sarà anche una grande partita”. Sarà anche una grande sfida fra Mbappè e Cavani. Griezmann spende parole importanti per entrambi: “Cavani è il miglior attaccante in circolazione. Sa lavorare per la squadra, svaria per tutte le zone del campo, aiuta la squadra e non ha mai bisogno di più di due palloni per trovare il gol. Di Mbappè invece mi stupisce la velocità di gioco, l’esecuzione e la serenità con cui affronta le partite importanti. Dobbiamo creare le condizioni ideali per permettergli di sviluppare il suo calcio”.

 

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