Grecia, campionato nel caos: arbitro aggredito sotto casa, partite rinviate

Grecia, campionato nel caos: arbitro aggredito sotto casa, partite rinviate

La classe arbitrale greca ha deciso di protestare. Per far capire che, nonostante gli errori, gli arbitri fanno parte del gioco, sono umani e possono sbagliare. Ma soprattutto che non è possibile essere aggrediti, tra l’altro persino lontano dal terreno di gioco, a causa di una partita.

di Redazione Il Posticipo

Niente arbitri per la prossima giornata di campionato in Grecia. E, abbastanza comprensibilmente, anche niente giornata di campionato, perchè se non c’è chi fa applicare le regole diventa abbastanza complicato giocare. Forse è proprio questo il messaggio che la classe arbitrale greca ha deciso di protestare. Per far capire che, nonostante gli errori, gli arbitri fanno parte del gioco, sono umani e possono sbagliare. Ma soprattutto che non è possibile essere aggrediti, tra l’altro persino lontano dal terreno di gioco, a causa di una partita. Perchè, come riporta il Sun, è esattamente quello che è successo al signor Thanasis Tzilos.

AGGRESSIONE – L’ultima partita arbitrata dal fischietto ellenico è stato il match dell’Olympiakos contro lo Xanthi, il 9 dicembre. Una direzione di gara complicata, con otto cartellini gialli e un rosso contro la squadra del Pireop. Una direzione che evidentemente non deve essere piaciuta a qualcuno, che ha deciso di fargliela pagare. E di conseguenza, Tzilos è finito in ospedale con traumi alle gambe e alla testa e gli sono stati applicati dei punti. Una notizia che naturalmente ha sconcertato tutto il mondo del calcio greco, che pure non è noto a episodi di violenza. Anche senza citare l’ormai leggendario presidente con la pistola, tre anni fa il campionato era già stato sospeso per incidenti ed era stato necessario far arrivare arbitri dall’estero.

PROTESTA – Ma stavolta i fischietti non ci stanno e rilasciano un comunicato in cui annunciano che non arbitreranno fino a nuovo ordine. “Come segnale di vicinanza, fermiamo la nostra attività fino a nuovo ordine. Esprimiamo tutta la nostra indignazione per l’attacco codardo contro il nostro collega Thanasis Tzilos e contro tutti i continui attacchi agli arbitri. Non permetteremo che queste persone continuino a terrorizzarci”. Anche l’Olympiakos ha preso le distanze dall’accaduto, aggiungendo che “il calcio greco ha raggiunto un livello bassissimo”. E i rivali del Panathinaikos lanciano una frecciatina…”La mafia vive e regna nel calcio greco…”. Insomma, non una situazione invidiabile. E intanto, non si gioca.

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