Granada nella bufera, telecamere nascoste per spiare gli avversari (ma non solo…)

Granada nella bufera, telecamere nascoste per spiare gli avversari (ma non solo…)

Una vera e propria spy-story coinvolge il Granada. Una denuncia da parte della società ha portato al rinvenimento di diverse telecamere nascoste all’interno dello stadio e del centro sportivo del club. A cosa servivano?

di Redazione Il Posticipo

Il calcio moderno è uno spettacolo e come tale deve essere ripreso. Di conseguenza, di telecamere dentro e fuori dal terreno di gioco ce ne sono a decine e ormai entrano anche nei luoghi una volta sacri, come il tunnel che porta in campo e gli spogliatoi. I calciatori e gli addetti ai lavori, però, ne sono consapevoli. Tranne quelli del Granada. Che, come riporta El Mundo, hanno vissuto per chissà quanto in un vero e proprio Grande Fratello, con telecamere ben nascoste per poter spiare tutto quello che veniva detto e fatto all’interno dello stadio. Insomma, una vera e propria spy-story.

SPIARE GLI AVVERSARI… – Tutto nasce, come riporta la testata spagnola, con la denuncia da parte della proprietà cinese, che ha acquistato il club dalla famiglia Pozzo nel 2016, della scoperta in diversi ambienti dell’Estadio Nuevo Los Carmenes e del centro sportivo del club di ben cinque telecamere nascoste, sistemate nei rilevatori di fumo. Tra le zone spiate, gli spogliatoi (compreso quello dell’arbitro), il tunnel verso il campo, ma anche la stanza del direttore sportivo del club. Molti occhi indiscreti, scoperti e prontamente rimossi dalle forze di polizia nel corso di due perquisizioni, seguite alla denuncia del club. Che, da quanto sostiene El Mundo, punta il dito sulla gestione precedente e in particolare verso l’ex Direttore Generale Angel González Segura.

…MA NON SOLO – González Segura, che non è più alle dipendenze del Granada, avrebbe raccontato la storie delle telecamere durante alcune conversazioni, che hanno allertato i dirigenti e hanno portato all’indagine vera e propria. El Mundo riporta la denuncia da parte del club, in cui si sostiene che “Il signor González Segura, in conversazioni da bar, si vantava di aver installato una telecamera nella stanza del nuovo direttore generale e raccontava conversazioni private di quest’ultimo”. Insomma, il caso si infittisce, perchè lo spionaggio non sarebbe quindi stato solamente volto verso l’esterno, magari per captare informazioni sensibili sulle tattiche degli avversari, ma anche all’interno dello stesso Granada. E la spy-story continua…

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