Dal gol Mondiale al divano: la parabola discendente di Mario Götze

Dal gol Mondiale al divano: la parabola discendente di Mario Götze

Per i Mondiali in Russia Low non convoca Mario Götze, l’eroe della finalissima in Brasile. L’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol è diventato più un calvario che una passerella trionfale.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è uno sport davvero crudele. Su un campo si può passare dalle stelle alle stalle nel giro di pochi secondi. Figurarsi, dunque, quanto può cambiare in quattro anni. Gli eroi, quando non vengono più celebrati, rischiano di eclissarsi. E anche chi ha messo la firma più importante potrebbe pian piano svanire dalla memoria popolare. Non che questo possa portare Mario Götze a tifare contro la Germania nel Mondiale di Russia, ma se la Mannschaft dovesse portare a casa il secondo titolo consecutivo senza di lui, l’uomo che ha regalato la quarta coppa, il ricordo di quella rete d’oro non sarebbe più così speciale.

ESCLUSO – E il venticinquenne di Memmingen le partite le vedrà come quasi tutti i suoi connazionali. Sul divano, di certo allietato dalla presenza della bellissima Ann-Kathrin, da poco sposata in gran segreto, ma con un sentimento che certamente potrebbe somigliare alla nostalgia. La festa i due sposini l’avevano addirittura rimandata, perchè meglio non esagerare con pranzi e viaggi prima di un Mondiale. Peccato che alla fine la convocazione per Götze non sia arrivata, l’ultima spina in un cammino che proprio dopo quel gol all’Argentina che è significato un Mondiale è diventato più un calvario che una passerella trionfale. E dire che mettere la firma sulla partita più importante di ogni quadriennio a ventidue anni appena compiuti sembrava essere solo la prima di una serie di gioie per un calciatore che sembrava un predestinato.

PROBLEMI FISICI – E invece quattro anni dopo il destino si ribalta. Il suo compagno di squadra Reus (escluso da Brasile 2014 per un infortunio) rientra tra i convocati. SuperMario, l’eroe di Rio de Janeiro, no. Colpa di un fisico che non ha certo supportato a dovere il peso (figurato) di un talento enorme. E una certa dose di sfortuna, perchè se di mestiere fai il calciatore e soffri di una miopatia, una malattia che non permette alle fibre muscolari di funzionare a dovere, il problema è abbastanza grave. Al punto da restare fermo quasi un anno, per poi ricominciare con difficoltà. In questa stagione con il Borussia Dortmund sono arrivate 32 presenze, 2 reti e sette assist. Buono, ma non abbastanza. Non è il Götze del 2014. E lo sa anche Low, che pure lo stima tantissimo. Quindi, a differenza di quel SuperMario, quello del 2018 rimarrà a casa. A guardare la sua Germania. E a rivedere quello stop e tiro valso un Mondiale. Nella speranza di poter vivere ancora momenti così.

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