Gol, assist e…capelli alla Ronaldo: è un Firmino in forma mondiale

Gol, assist e…capelli alla Ronaldo: è un Firmino in forma mondiale

Roberto Firmino è pronto per giocare il suo primo mondiale e in un’intervista rilasciata a Four Four Two racconta tutto ciò che il campionato del mondo richiama alla sua memoria partendo dal 2002.

di Redazione Il Posticipo

Roberto Firmino. Punto.  Si potrebbe iniziare e concludere così, perché tutto il resto è vernice fresca sulle pareti della memoria. Il brasiliano è reduce dalla migliore stagione della sua carriera, che è arrivata dopo il suo ventiseiesimo compleanno. Dopo una sola stagione nella prima squadra della Figueirense è stato notato dall’Hoffenheim dove in cinque stagioni ha sparso “solo” una quarantina di marcature. Poi il Liverpool scommette su di lui e… boom! La sua terza stagione ad Anfield lo ha visto assoluto protagonista con 27 gol (più della somma di quelli delle due stagioni precedenti, 23) e 17 assist complessivi, come perno dell’attacco in mezzo a Salah e Mané. Il ragazzo si appresta al suo debutto mondiale, del quale ha parlato nell’intervista a FourFourTwo.

L’IMPEGNO – Il classe ’91 ha confermato il suo feeling con Anfield nell’amichevole giocata proprio lì contro la Croazia qualche giorno fa, segnando la rete che gli dovrebbe consegnare le chiavi dell’attacco verde oro. Il numero 9 (atipico) dei Reds e della Seleçao però non si monta la testa e dice di aver bisogno di continuare a lavorare duro e mantenere alti i livelli di impegno quotidiano per migliorare il più possibile, così che possa essere pronto a dare il meglio di sé dal fischio d’inizio del torneo. E aggiunge “spero che con la nazionale io possa fare ciò che ho fatto con il Liverpool in questa stagione. Vincere il mondiale sarebbe incredibile ma dobbiamo lavorare sodo per far sì che questo sogno diventi realtà”.

A UNDICI ANNI – Questo è il suo primo mondiale. Sì, ma da giocatore! Il primo mondiale impresso nella memoria del ragazzo di Maceió è quello di Giappone e Corea del 2002. Firmino racconta che, allora undicenne, restava sveglio la notte per guardare le partite e quei momenti sono stati fondamentali affinché decidesse di fare il calciatore nella speranza che un giorno avesse potuto giocare in nazionale. Chiaramente, parlando del Brasile del 2002, ancor prima del tasso tecnico della squadra e della vittoria finale, si ripensa a un bizzarro taglio di capelli. E anche prima di diventare una stella del calcio (tra code di cavallo e chiome platinate), il giovane Bobby ha già regalato qualche sorpresa al riguardo. “Mi sono perfino tagliato i capelli come Ronaldo prima delle semifinali. La squadra era straordinaria e alla fine ha vinto quella Coppa”. Avendone l’opportunità è chiaro che i suoi compagni fìrmino (anzi…Firmino) per lo stesso risultato.

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