Napoli, il vero rischio è…la fuga

Napoli, il vero rischio è…la fuga

Il vero rischio per il Napoli, adesso, sarebbe lo scollamento in seno alla società: Giuntoli non vuole passare da capro espiatorio del sogno sfumato. E si aprono diversi scenari…

di Redazione Il Posticipo

Napoli, inferno di cristallo. Sfumato il sogno tricolore, restano le ceneri. Pronte a prendere fuoco. I rapporti si reggono su equilibri fragilissimi. Il ciclo sembra finito. La squadra ha dato il massimo reggendo ritmi insostenibili e, a conti fatti, comunque insufficienti. Sarri non ha ancora annunciato il proprio futuro. E proprio per questo, sembra destinato altrove. Resta il parco giocatori. Forse….

GIUNTOLI – Molto, se non tutto, dipende dalla scelta del “reparto sportivo” di una società, che, secondo i bene informati, è strutturata a compartimenti stagni. Giuntoli in particolare, avrebbe rapporti molto freddi, al limite dell’incomunicabilità, con l’amministratore delegato di De Laurentiis. Andrea Chiavelli ha spesso detto “no” alle trattative del direttore sportivo. Non ultima quella di Verdi, saltata, a quanto sembra, per 400 mila euro. Quanto basta per suscitare l’ira di un dirigente che non ha alcuna intenzione di passare, agli occhi della piazza, come capro espiatorio dell’immobilismo sul mercato. In questo senso, il direttore sportivo avrebbe già espresso le proprie perplessità a De Laurentiis, ma il presidente, preso atto della situazione, non l’ha ancora presa in carico. Né si espresso. Quanto basta, insomma, per lasciare aperto qualsiasi tipo di scenario.

FUTURO – Alla luce di tutto ciò si aprono diversi scenari. Il primo, il più auspicabile ma forse anche il meno realizzabile, riguarda il rinnovo del patto. E un nuovo triumvirato. Sarri, Giuntoli e De Laurentiis ancora insieme e nuovi innesti. Top player per rilanciare la sfida alla Juventus che comunque dovrà rifondare e presentarsi in pole per il prossimo anno. L’alternativa prevede il disimpegno di Sarri, ma non di Giuntoli e il sacrificio di uno o due big (Jorginho o Koulibaly) per ricostruire una squadra in grado di competere per la zona Champions affidandola a Giampaolo. La terza via è la più catastrofica, ma va presa comunque in considerazione. Addio ai padri fondatori del patto di Dimaro, compresi Giuntoli e Sarri. Si ripartirebbe sicuramente senza Koulibaly e Jorginho, e forse anche Mertens, Callejon, Hysaj e Ghoulam. Resterebbero i due “capitani”. Hamsik e Insigne per ripartire e costruire, pian piano, un nuovo sogno

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