Giggs, Cristiano Ronaldo e…la scuola United: “Quando in campo faceva troppi giochini, noi…”

Giggs, Cristiano Ronaldo e…la scuola United: “Quando in campo faceva troppi giochini, noi…”

Quando è arrivato al Manchester United, il portoghese si è ritrovato in una squadra piena di campioni e con un maestro d’eccezione in panchina. Ma, come tanti a 18 anni, tendeva a farsi vedere un po’ troppo in campo. E quindi, come racconta Giggs, qualcuno ha dovuto fare qualcosa…

di Redazione Il Posticipo

Tutti sono stati giovani, anche i campionissimi. E Cristiano Ronaldo, almeno in questo, non fa eccezione. Quando è arrivato al Manchester United, il portoghese si è ritrovato in una squadra piena di campioni e con un maestro d’eccezione in panchina. Nonostante questo, come hanno detto molti suoi compagni dell’epoca, si vedeva già che il ragazzino aveva le stigmate del predestinato. Ma, come tanti a 18 anni, tendeva a farsi vedere un po’ troppo in campo e a essere poco concreto. Un qualcosa che a Old Trafford non è mai stato accettato. E quindi, come racconta Giggs a Soccer AM, qualcuno ha dovuto fare qualcosa…

CAMBIARE – Il gallese, intervistato nella celebre trasmissione del sabato mattina inglese, ha risposto senza il minimo dubbio riguardo chi fosse a esagerare con i pezzi di bravura in campo ai tempi dello United. “Cristiano, assolutamente. Quando è arrivato al Manchester United probabilmente faceva un po’ troppi giochini in campo e segnava poco. Ma anche quando ha smesso di cercare di farsi vedere e ha cominciato a vedere la porta e a far segnare, aveva ancora quella capacità di accendersi improvvisamente”. Insomma, il portoghese ha dovuto cambiare un po’ il suo modo di giocare, cancellando quei trucchetti che, come ha raccontato anche Rui Costa, facevano impazzire i compagni ma avevano pochi risultati concreti.

CALCIONI – E come hanno fatto a Old Trafford ad affinare queste caratteristiche? Semplice: utilizzando poca carota…e molto bastone, come spiga Giggs. “Era molto giovane quando è arrivato allo United, aveva appena 18 anni e ancora tanto da imparare. Ed è capitato…in una scuola molto dura. Come ho già detto, faceva un po’ troppi giochini, ma spesso se teneva troppo il pallone si prendeva dei bei calcioni in allenamento”. Il tutto sotto lo sguardo severo e attento di Sir Alex, che incoraggiava i suoi a…spiegare al ragazzino che non era il caso di perdersi in dimostrazioni di abilità poco utili. E alla fine, i risultati sono arrivati… “È stato costretto a crescere molto in fretta. E lui di sicuro lo ha fatto, diventando uno dei migliori calciatori al mondo”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy