Settori giovanili: genitori pagano per far giocare i figli

Settori giovanili: genitori pagano per far giocare i figli

Di Massimo Piscedda. Quello dei genitori che pagano per far giocare i figli (e dei dirigenti che quei soldi li chiedono) è un problema che da diversi anni riguarda i settori giovanili.

di Massimo Piscedda

Genitori che pagano per far giocare i figli. Questo è un grosso problema, che da diversi anni sta riguardando i settori giovanili, alcuni anche a livello professionistico. La domanda sorge spontanea: ma se i genitori pagano, ci sarà pur qualcuno che chiederà loro dei soldi. Si tratta di dirigenti disonesti, che lucrano sulla speranza di mamma e papà, i quali davanti alle prospettiva di carriera dei loro figli perdono completamente il senso dell’obiettività.

Su questa debolezza, alcuni pseudo procuratori o giovani rampolli procuratori, crescono e si moltiplicano. Con la complicità dei dirigenti, diventano consiglieri subdoli dei centinaia di genitori che ogni domenica (o in altri giorni, ogni settimana) accompagnano i figli a giocare sui campi d’Italia, con il sogno di diventare un calciatore professionista a tutti i costi.

La vera anomalia è che nessuno denuncia il fatto (o meglio, il fattaccio). Sinceramente ho sempre trovato difficoltà a capire il perchè di questa reticenza. Ci sono genitori ai quali alcuni personaggi (meteore che gravitano in questo mondo dei settori giovanili, ormai anch’esso drogato), chiedono addirittura un compenso per un eventuale provino chissà dove. E dire che ho anche chiesto tante, anzi tantissime volte a queste persone illuse e disilluse di farmi i nomi dei soggetti che adoperano questo pessimo modus operandi.

Eppure le risposte sono state sempre molto vaghe, come se, anche nella consapevolezza della truffa subita, mantenessero comunque un flebile barlume di speranza per quello che riguarda la futura e brillante carriera del proprio talentuoso figlio.

Questa, purtroppo, è una realtà molto presente in alcune regioni italiane e la speranza è che gli addetti ai lavori dei settori giovanili (quelli onesti e competenti) facciano quadrato, fino a seppellire (sportivamente) tutto questo malaffare, ormai ramificato in modo molto serio e pericoloso, che non fa il bene di nessuno: nè dei ragazzi nè tanto meno del mondo del pallone.

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