Altro che la lumaca di Gattuso: una volta Di Meco ha mangiato un topo!

Altro che la lumaca di Gattuso: una volta Di Meco ha mangiato un topo!

Andrea Pirlo ha raccontato di uno scherzo a Gattuso, convinto a mangiare una lumaca viva. Ma persino Ringhio impallidisce davanti alla scommessa persa da Di Meco…

di Redazione Il Posticipo
di meco topo

Mai scommettere, se non si è pronti a pagare il prezzo quando si perde. Facile parlare a vanvera, ma quando c’è da dimostrare coraggio, molti scappano. Non Rino Gattuso, come ha raccontato Andrea Pirlo. Ringhio si è mangiato una lumaca viva per scommessa e non ha neanche ricevuto la cifra pattuita. Ma almeno in quel caso si trattava di una sfida e l’attuale tecnico rossonero non è stato causa del suo stesso pessimo spuntino. Diverso quello che è accaduto nel 2013 a Eric Di Meco, che dopo una previsione un po’ troppo avventata è stato costretto a mangiare addirittura un topo davanti alle telecamere.

SCOMMESSA – L’ex difensore del Marsiglia campione d’Europa nel 1991 e della nazionale francese è stato protagonista di un pasto fuori programma a causa di una scommessa fatta nel 2010 dopo una dichiarazione dell presidente dell’OM, Jean-Claude Dessier. Il dirigente accoglie il nuovo arrivo Azpilicueta, appena prelevato dall’Osasuna, come il futuro terzino destro della nazionale spagnola. Di Meco ritiene l’affermazione esagerata e ribatte, promettendo di mangiarsi un topo nel caso il calciatore sia effettivamente convocato e schierato dalle Furie Rosse. E in effetti la carriera in Francia dello spagnolo, almeno quella al Marsiglia, dà ragione al grande ex, con prestazioni importanti da parte del terzino, ma non abbastanza da meritarsi la chiamata.

CONVOCAZIONE – Ma Di Meco non ha fatto i conti con il destino, che nel 2012 dal bianco con venature celesti del Marsiglia assume un bel colore blu firmato Chelsea. In Premier League Azpilicueta diventa ben presto titolare inamovibile, facendo addirittura parte dell’undici che sotto la guida di Rafa Benitez conquista l’Europa League contro il Benfica. Ma, soprattutto, viene notato da Del Bosque, che lo convoca a inizio 2013 e gli regala la prima presenza con la maglia delle Furie Rosse in amichevole contro l’Uruguay. E, di conseguenza, costringe Di Meco a tener fede alla parola data. Un bel pasticcio di nutria condito da un bicchiere di vino rosso, il tutto davanti alle telecamere della radio per cui il francese lavora. Un’esperienza che funge da monito: mai sfidare la sorte, perchè le vie del calcio sono davvero infinite…

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