Gabriel Jesus, troppo ambizioso per essere una seconda scelta? “Sono frustrato dalla situazione”

Gabriel Jesus, troppo ambizioso per essere una seconda scelta? “Sono frustrato dalla situazione”

Gabriel Jesus, attaccante del Manchester City, soffre la situazione che lo vede per lo più una seconda scelta per Guardiola. Il brasiliano, però, non ha intenzione di cedere alle lamentele: aiutare la squadra è il suo primo obiettivo.

di Redazione Il Posticipo

Far parte di una rosa vincente è, senza dubbio, l’obiettivo di qualsiasi calciatore. Se si è titolari, poi, ancora meglio. Gabriel Jesus, attaccante del Manchester City, sta vivendo una stagione particolare, ricca di gol e…di panchina. Il brasiliano, classe 1997, è visto da Guardiola come il secondo di Aguero. Accetta la scelta il giovane attaccante, che, però, non può nascondere la propria frustrazione.

PANCHINA – “Voglio giocare, voglio sempre giocare”, dice Gabriel Jesus, “certo che questa situazione mi infastidisce, sono frustrato, ma in un’ottica positiva, mi fa venire voglia di allenarmi e lavorare duramente”. Frustato sì, ma senza conseguenze negative: quando Jesus entra in campo, non c’è nessun muso lungo o poca voglia di correre, ed i numeri lo dimostrano chiaramente: 19 gol in tutte le competizioni, più 5 assist. Statistiche importanti, specie vedendo le volte in cui è entrato in campo dalla panchina: solo in Premier League, su 27 presenze, il brasiliano è entrato a partita in corso per ben 18 volte. Una situazione che, senza dubbio, avrebbe creato molti fastidi nella maggior parte dei giocatori.

SQUADRA – Lo spirito di squadra, comunque, rimane ben presente nella testa di Gabriel Jesus, il cui unico obiettivo è aiutare i compagni in campo: “Se entro in campo tardi o nella seconda metà, sono comunque felice di poter entrare e dare un mano. Contro il Palace, ho aiutato un po’ la squadra e ne sono veramente felice”. Oltre che intelligente, il brasiliano si dimostra umile: aiutare ‘un po” la squadra, in questo caso, significa segnare il gol del 3-1, evitando un assalto finale degli avversari che, per come stava andando la gara, avrebbe impensierito molto la retroguardia dei Citizens. Nessuna critica, quindi, alle scelte di Guardiola; semplicemente, la voglia di un ragazzo di 22 anni di giocare e divertirsi. Dichiarazioni intelligenti, a cui Guardiola, da sempre attento ai dettagli, avrà sicuramente fatto caso. Chissà che contro il Tottenham, Gabriel Jesus non abbia la grande opportunità di giocare da titolare in una delle partite più importanti della stagione.

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