Furto d’identità per Turpin: l’arbitro di Juventus-Ajax narcotrafficante…per caso

Furto d’identità per Turpin: l’arbitro di Juventus-Ajax narcotrafficante…per caso

Una banda di narcotrafficanti ha rischiato di mettere nei guai… l’arbitro Turpin. Gli hanno ‘intestato’ un’auto a sua insaputa e la usavano per il trasporto di droga tra la Francia e il Belgio.

di Redazione Il Posticipo

Come si dice, nel rispetto del luogo comune sui romanzi e film gialli, il colpevole è sempre il maggiordomo. Beh, nel calcio, si dice spesso nelle chiacchiere da bar o in rete che il colpevole sia sempre e comunque l’arbitro. Che abbia fischiato un fallo da rigore o che abbia convalidato un gol dubbio, alla fine, la colpa se la prende sempre il povero direttore di gara. Nessuno, però, poteva immaginare che per qualche altra colpa, un arbitro potesse finire sulla pagina di cronaca per una storia di… narcotraffico. Si tratta dell’arbitro francese Clément Turpin, quello di Juventus-Ajax,  che ha subito un furto d’identità e tramite L’Équipe assicura tutti di non avere nulla a che fare con questa vicenda.

TRAFFICANTI E NON SOLO – Cosa è successo? Chissà, forse per gioco, forse perché l’arbitro aveva fatto qualche torto alla loro squadra del cuore, una banda di narcotrafficanti ha, per così dire, intestato un’automobile all’inconsapevole arbitro. Una vettura che i criminali utilizzavano per varcare ripetutamente il confine tra Francia e Belgio trasportando dei carichi di droga. Dalle indagini della polizia si scopre, tra l’altro, che il gruppo di malviventi non si limitava a trasportare e vendere sostanze stupefacenti, ma coltivava anche grandi quantità di marijuana. Ancora non basta? No, sono stati trovati dei kalashnikov, un lanciarazzi e tre pistole; un milione di euro in contanti e oltre 600.000 euro in altri beni.

PROFESSIONE PERICOLOSA – I malviventi non sono stati neanche troppo accorti nello scegliere la vittima del furto d’identità. Questo non perché corressero il rischio di essere espulsi e di essere squalificati dal narcotraffico, ma perché oltre ad essere un arbitro, il signor Clément Turpin è il Dott. Clément Turpin, un giurista. Insomma, si tratta di qualcuno che anche al di fuori dei campi da gioco conosce il raggio d’azione per potersi tutelare da persone come loro. Pessima scelta quindi. Chissà, magari anche il primo poliziotto che si è insospettito per i continui viavai sul confine franco-belga avrà acutizzato i controlli nei confronti di quella Renault Laguna grigia proprio perché intestata a quell’arbitro che ha dato un rigore contro la sua squadra del cuore. In ogni caso Turpin ha dichiarato: “Non vivo a Noisy-le-Sec, non ho appartamenti o castelli, non ho niente a che fare con questo caso. Che cosa mi fa pensare questa storia? Che, come dico spesso, l’arbitraggio è una professione molto pericolosa“.

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