Tra Argentina e Colombia una querelle…griffata Armani

Tra Argentina e Colombia una querelle…griffata Armani

Finalmente, a trentuno anni arrivano le chiamate per la nazionale per Franco Armani. Un attimo: LE chiamate? Ebbene sì, perché dopo una carriera passata a sperare, la convocazione può arrivare da due selezioni.

di Riccardo Stefani

Ci sono calciatori che hanno la fortuna e, senza dubbio, il merito di farsi notare fin da subito dal selezionatore della propria nazionale e così si riscontrano le convocazioni in età record e a volte le contese tra l’allenatore dell’under-21 e della nazionale maggiore. Ma non sono tutti bravi e fortunati come, ad esempio, Gigio Donnarumma. Certo è che questo non capita a tutti e molti giocatori arrivano in nazionale in un’età che va dai ventuno ai trent’anni e difficilmente arrivano chiamate dopo i trenta. Non è questo il caso di Franco Armani, portierone del River Plate con un passato di sette anni all’Atletico Nacional, in Colombia, che compirà trentadue anni il prossimo 16 ottobre. In vista dei prossimi mondiali è arrivato finalmente per lui il momento di esordire in nazionale e tutti gli anni passati a sperare hanno finalmente un senso. Ma in concomitanza con la gioia della convocazione arriva un dubbio amletico. La maglia di quale nazionale sarà ‘griffata’ Armani?

ARMANI È ARGENTINO… – In che senso? Beh, Armani è un prodotto made in Argentina, dove veste la maglia bianca con la banda diagonale rossa di uno dei club più prestigiosi. Improbabile che abbia disegnato e impresso un marchio alla casacca da titolare del club ma comunque dal suo arrivo nella capitale argentina nessuno è riuscito a scucirgliela di dosso, come da programma, il suo nome è ormai il marchio prestigioso della porta dei decimi classificati del campionato. Franco è nato a Casilda, in provincia di Santa Fè, il 16 ottobre del 1986 ed è cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Estudiantes. Ma dopo quattro anni di prestiti tra Ferro e Deportivo Merlo, arriva la chiamata dell’Atletico Nacional e sorvolando Bolivia e Brasile Armani atterra nel club colombiano dove arriverà la sua consacrazione.

…MA LA COLOMBIA LO HA “ADOTTATO” – Dopo aver cucito qualche buona prestazione artigianalmente decide di produrre ottime parate su scala industriale creando definitivamente il suo brand. In Colombia si sente apprezzato, l’Atletico ha finalmente trovato un portiere di cui fidarsi e di cui si fiderà per sette anni. Poi, lo scorso 8 gennaio il River Plate raggiunge l’accordo con il club colombiano per riportare questo ragazzone di quasi un metro e novanta in patria. Ora, come anticipato è inamovibile e potrebbe ricevere la chiamata di Sampaoli ma non solo: anche quella di Josè Pekerman, ct della Colombia.

E ORA ENTRAMBE POSSONO CONVOCARLO – Pekerman è infatti consapevole che i presupposti non mancano per far vestire la maglia della propria nazionale allo stilista del River: uno dei requisiti per giocare in una selezione diversa da quella del proprio paese d’origine è proprio aver vissuto ininterrottamente almeno sei anni nel paese per il quale si fa richiesta di giocare e le sette stagioni con maglia dell’Atletico Nacional sono proprio il punto su cui fa leva Pekerman. Jorge Sampaoli, tra l’altro compaesano del portiere (anch’egli nato a Casilda), però non sembra intenzionato a rinunciare ai guantoni griffati in quanto è l’unico portiere Argentino di un certo livello, per così dire, in attività. Quella che era la garanzia Sergio Romero non gioca praticamente mai: è il secondo di David De Gea al Manchester United e ben pochi portieri al mondo potrebbero spodestarlo. Wilfredo Caballero, alla veneranda età di trentasei anni, difficilmente verrà convocato e Nahuel Guzman è solo il secondo portiere del Tigres in Messico.

Quindi la scelta di Armani è ardua: giocare per la nazione che gli ha dato i natali o per quella che ha avuto il merito di dargli la fiducia necessaria ad affermarsi professionalmente? Staremo a vedere.

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