Il campo oltre il lutto: come si affronta la morte di un compagno di squadra?

Il campo oltre il lutto: come si affronta la morte di un compagno di squadra?

La Fiorentina di Astori è costretta suo malgrado a riprendere ad allenarsi e a giocare. Come reagirà sul campo a questo dramma? La storia racconta di casi simili, con diversi effetti sulle squadre colpite dal lutto.

di Redazione Il Posticipo

Non accenna a spegnersi l’eco della commozione diffusa in tutto il mondo per la scomparsa di Davide Astori che già la sua Fiorentina è costretta suo malgrado a riprendere ad allenarsi e ad attendere il lunch match domenicale contro il Benevento. Difficile anche provare a comprendere con quale spirito i viola si presenteranno in campo in un Franchi ed in una città ancora totalmente scossi da una tragedia inimmaginabile e più grande di tutto il resto. E la domanda, sportivamente parlando, diventa attuale. Come reagirà la Fiorentina sul campo a questo dramma? La storia racconta di casi simili, con diversi effetti sulle squadre colpite dal lutto.

Quando il lutto colpisce a campionato in corso

I casi certamente più affini a quello di Astori sono quelli di Miklos Feher, attaccante ungherese del Benfica, Antonio Puerta, centrocampista spagnolo del Siviglia, e Piermario Morosini, anche lui centrocampista, del Livorno. Il minimo comune denominatore delle tre tragedie (e di quella del capitano della Fiorentina) è l’essere avvenute a campionato in corso. Gennaio, nel caso di Feher, agosto per Puerta e aprile per Morosini. E le ripercussioni sul campo sono state abbastanza evidenti in tutti i casi.

Nella stagione 2003/04 il Benfica arriva secondo dietro al Porto di Mourinho, ma dopo la morte del suo attaccante non riesce mai ad essere un pericolo per i Dragoni. Ci vorrà l’arrivo nell’annata successiva di Giovanni Trapattoni per riportare le aquile di Lisbona in vetta al campionato portoghese. L’addio a Puerta (2008) segnala invece la fine del primo ciclo d’oro del Siviglia, che qualche giorno dopo tra le lacrime perde la Supercoppa Europea contro il Milan e comincia una serie di stagioni non anonime, ma neanche eccezionali. Il Livorno, dopo il decesso di Morosini (aprile 2012) rischia addirittura la retrocessione, infilando quattro sconfitte e un pareggio in cinque partite, prima di riconquistare la vittoria proprio nella partita contro il Pescara, nel recupero del match sospeso per la morte del centrocampista, per poi concludere la stagione con altre due affermazioni.

Foè, l’addio in Confederations Cup

Cosa succede invece quando le tragedie colpiscono prima di cominciare la stagione? Ne sanno qualcosa a Manchester, sponda City, con la morte di Marc-Vivien Foè, ma anche a Barcellona, lato Espanyol, dove si piange Daniel Jarque. Il camerunese dei Citizens muore nell’estate 2003 durante un match di Confederations Cup tra la sua nazionale e Colombia. La manifestazione si conclude con l’argento per gli africani, sconfitti in una finale molto triste dalla Francia. Ma il tracollo peggiore è quello del City, che dal nono posto della stagione precedente passano l’annata nei bassifondi della classifica, concludendo la Premier League con un pessimo sedicesimo posto.

Dani Jarque, una storia che si incrocia con quella di Astori

Discorso diverso per l’Espanyol, che perde il suo neo-capitano Dani Jarque a pochi giorni dall’inizio della stagione 2009/10 il rendimento dei catalani non si discosta troppo da quello delle stagioni precedenti, ma indubbiamente la morte di Jarque, poi omaggiato da Iniesta nella finale del Mondiale 2010, ha rappresentato un colpo devastante per la squadra e la tifoseria. E, per uno strano scherzo del destino, la sua storia si incrocia con quella di Davide Astori. Entrambi capitani, entrambi che nell’ultimo respiro sono legati a Firenze. Jarque muore infatti a Coverciano, mentre la squadra catalana sta facendo la preparazione nel centro federale toscano. E proprio all’Espanyol è in prestito Carlos Sánchez, ex compagno di squadra del capitano della Fiorentina, uno dei più sconvolti dal dramma che ha colpito il calcio italiano. Due club uniti nel lutto e in un abbraccio che trascende i confini e le differenze.

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