FIGC: alla fine ha vinto Malagò, ma ci perde il calcio italiano…

FIGC: alla fine ha vinto Malagò, ma ci perde il calcio italiano…

Alla fine ha vinto Malagò: il Presidente del CONI auspicava il “non” voto. E invece il calcio ha seguito ostinatamente la propria strada. Risultato: FIGC commissariata.

di Redazione Il Posticipo

Fumata nera. Nuntio vobis niente di fatto. In FIGC Alla fine ha vinto…Malagò. E hanno perso tutti. L’election-day del calcio italiano si chiude con un clamoroso buco nell’acqua. La FIGC può serenamente mutare il proprio significato in Federazione Italiana Gioco Caos. Allo status quo, il calcio italiano versa in una situazione fra il drammatico e il confusionario. Fuori dai mondiali. Senza presidente di Federazione. Senza presidente di Lega di serie A, cioè la Confindustria del pallone. E senza commissario tecnico. Un panorama che definire desolante è puro eufemismo.

Nessun senso di responsabilità

Era necessario un cambio di rotta in FIGC. I tre candidati hanno speso tempo, parole e intenti inneggiando al senso della responsabilità. Palla al centro, ripartiamo dal calcio, solidarietà, aiuti. Tutto molto bello. Parole. Poi, però, in vista della poltrona, nessuno dei tre ha voluto fare un passo indietro. Legittimo, almeno alla prima votazione, testare numeri e ambizioni, ma altrettanto sensato, una volta preso atto che non era possibile eleggere un presidente, desistere dalla corsa. Ammettere di saper perdere, accettare i propri limiti, non è debolezza. Del resto, i numeri erano quelli. Nessuno aveva la maggioranza. Incomprensibile che ognuno dei candidati sia voluto andare sino in fondo. Un “muoia Sansone e tutti i filistei” che regala l’ennesima figuraccia alla FIGC e mina la crdibilità di un movimento che a questo punto riparte da zero dopo essere stato azzerato.

Gravina, Tommasi e Sibilia: hanno perso tutti

Stupisce chi si stupisce. La poltrona è ambita. E nessuno dei tre candidati ha ceduto il passo, convinto di meritarsi il “trono”. Se la celebrazione dell’elezione del Presidente della Repubblica del Calcio si è rivelata una perdita di tempo, tutti devono interrogarsi. Al momenti dell’uscita di scena di Tommasi, si sarebbe dovuta e potuta trovare un alleanza. Invece tutti hanno continuato a tirare l’acqua al proprio mulino. E adesso la palla passa, come largamente previsto, a Malagò che aveva “avvertito” e sperato. Il Presidente del CONI auspicava il “non” voto. E aveva ragione. Il calcio avrebbe evitato l’ennesima figuraccia.

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